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      Quanto hai pagato per me di tasca tua?
      Io lavoro e godo ottima salute. Sono tranquillo e fino ad ora fuori pericolo... Pregoti perciò di stare di buon umore e tranquillo sul conto mio.
      Avrei un sacco di cose da dirti dell'America, ma che vuoi? Sembra che non si possa piú dire la verità; quindi farò croce. Salutami tutti, parenti, amici, vicini e conoscenti.
      Accetta, babbo, tanti baci e saluti che dal piú profondo del cuore ti invia tuo figlioBartolomeo
      PS. Tanti baci a Ettore e Cenzina.
     
     
     
      Plymouth, Mass., 1 settembre 1919
      Carissimo padre,
      desioso di sapere vostre notizie, vengo con questa mia apportatrice di mie novelle e pregante una pronta risposta.
      Sono ritornato a Plymouth; ho ripreso il vero nome e scrivo dalla casa di Brini, quantunque non conviva piú disgraziatamente seco loro. Tenermi in casa è impossibile, prima perché la famiglia si è fatta piú adulta, per cui occorre loro tutto lo spazio della casa, secondariamente perché l'Alfonsina deve andare a lavorare in fabbrica per poter far fronte alle spese di famiglia. Ecco il bel progresso dei lavoratori!
      Cinque o sei anni fa, quando la fabbrica di corda ove Brini lavora pagava solo nove scudi la settimana, bastava il lavoro di lui solo per tirare avanti; ora che ne prende diciotto la settimana non sono piú sufficienti e alla fabbrica ci deve andare anche la moglie. E alla fine del mese il bilancio è pari. Il rimasuglio basta appena a far fronte agli incerti e alle disgrazie, proprie di ogni famiglia.
      In quanto a me, per quel che riguarda la casa, ti dirò che sono con gente che mi vuol bene e mi tratta bene, che sto benissimo.


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Non piangete la mia morte
Lettere ai familiari
di Bartolomeo Vanzetti
pagine 234

   





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