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      .. Bando dunque a ogni fantasticheria... che tu nella mia vicenda non c'entri né per la porta né per la finestra. Anziché perderti in queste fantasie, fissa la realtà, cerca di conoscerla, d'affrontarla, di signoreggiare su essa.
      La mia lettera che le cugine dicono di non aver ricevuto è la seconda, se non la terza, che io scrivo loro dopo la morte della zia Francesca, senza mai aver avuto una risposta. Pur tuttavia è possibile, ed io lo credo, quando dicono di non aver ricevuto le lettere.
      Dirai loro, come pure alle zie e allo zio, che io scriverò non appena avrò il tempo.
      Sapere qual è la causa per cui la stampa borghese dell'Italia tace, da un po' in qua, è facile ed è difficile. Comunque sia, io non pretendo nulla da essa. La mia speranza, come ti dissi fin da quando m'avvidi per prova che la legge è ingiustizia, la mia speranza, ripeto, è nel proletariato rivoluzionario e in nulla altro.
      Ed è il proletariato che urlò la sua protesta in cento lingue, che espose il petto al ferro sbirresco, che denunciò al mondo questa repubblica bagasciona, che fece tremare la terra sotto i piedi della borghesia ladra e assassina, che fece comprendere ai boia togati, crociati e inguantati, che la misura è colma, che i delitti son troppi, che, dente per dente, una buona volta per tutte sarebbe stata la sua regola.
      Quando ci arrestarono, quando preparavano la sfacciata trama, né i birri, né il procuratore, né il giudice pensavano che la nostra difesa sarebbe stata assunta dall'intiero mondo civile.


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Non piangete la mia morte
Lettere ai familiari
di Bartolomeo Vanzetti
pagine 234

   





Bando Francesca Italia