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      Baci e saluti al babbo, a Ettore e Cenzina, alle zie; saluti a tutti. Tuo fratelloBartolomeo
     
      15 aprile 1925
      Carissima Luigina,
      avendo carta, matita, e tempo, scrivo questa lettera sperando di poterla spedire presto. Le lettere che ti spedisco per via regolare, vengono tradotte prima di essere spedite. I traduttori per le corti e le prigioni sono, in via di massima, o asini o canaglie quando non sono asini e canaglie.
      I dottori mi dissero che io, nella mia ultima lettera ti scrissi che volevo uscire presto di prigione, arricchirmi alla svelta e quindi ritornare in Italia. Ora, delle due l'una: o che essi ti spedirono la lettera, o non la spedirono. Perciò qualche mio amico ti avrà già scritto pregandoti di rimandarmi la mia ultima lettera, colla data verso la fine dello scorso marzo. Quindi tu non hai nessuna ragione di allarmarti per questa richiesta. E questo, tanto se hai ricevuto o no la richiesta mia lettera. Perché io so di non avere mai detto, scritto o pensato una tale cosa che non è incriminabile ed è quanto il 95 per cento degli emigrati, onesti, cristiani e canaglie, desiderano di fare e farebbero se potessero.
      Intanto io ti assicuro della mia buona salute. Sto meglio di quando venni(14) - qui hanno una grande paura di me - ma non mi trattano male - anzi qualcuno si è affezionato a me. Gli altri non possono nuocermi perché io mi ribello e li costringerei a cedere o a rovinarsi - perché abbiamo amici e compagni e la gente è sempre più in nostro favore.
      Il primo di maggio, Eugenio Debs, la piú bella personalità d'America, parlerà in Boston ad un grande comizio.


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Non piangete la mia morte
Lettere ai familiari
di Bartolomeo Vanzetti
pagine 234

   





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