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      Credo però che la sua fu una bugia detta allo scopo di evitare l'esibizione di un forte apparato poliziesco in, e attorno, alla corte, come sarebbe successo se noi fossimo andati.
      Ho letto un solo giornale della sera di Boston. Il suo rapporto dell'udienza è abbastanza sereno e imparziale, se pure limitatissimo.
      Sono in grado di saperlo, perché l'avvocato mi inviò «il riassunto delle eccezioni e delle mozioni», contenente l'intero materiale e la tesi della difesa.
      Venerdí scorso venne qui un mio amico del Comitato di difesa. Egli è convinto di vincere, cosí convinto che piangeva di gioia. Beh, vedremo.
      Intanto, ti posso assicurare della mia buona salute.
      Di nuovo non c'è veramente nulla, eppure vorrei conversare a lungo, in questa mia. Si dice: «Fra due mesi avremo la decisione, e sarà favorevole!». Fosse vero. Altre prove in nostro favore furono ottenute dal nostro avvocato, ma non discusse oggi, perché non erano state presentate ancora alla Corte suprema.
      Anche quelle, per ora tenute segrete, sono prove importantissime.
      Io, intanto, sono occupatissimo alla traduzione dall'italiano all'inglese di La guerra e la pace pagine scelte di G. P. Proudhon, che debbo terminare prima del responso della Corte suprema.
      Per ciò, fo punto.
      Tanti baci a te, al babbo, a Ettore, Cenzina e alle zie. Saluti affettuosissimi a voi tutti e a tutti i parenti e gli amici, tuo affezionatissimo fratelloBartolomeo
     
      12 febbraio 1926
      Carissima Luigina,
      la tua graditissima lettera del 25 gennaio 1926, mi raggiunse ieri l'altro sera.


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Non piangete la mia morte
Lettere ai familiari
di Bartolomeo Vanzetti
pagine 234

   





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