Pagina (56/396)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      VS. ill. si prenderà lo spasso di vederle, giacchè la brevità del tempo che ell'ebbe in questa città non le permesse di vederle qua, come lo averei bramato. Condoni VS. ill. l'ardimento; ma sapendo anco quanta sia la somma stima o brama per i nostri studi, anco in procurare a codesta Corte Reale cose singolari, ho preso l'incumbenza di dargliene parte, e raccomandargli questo cavaliere, che merita molto; e lo ritroverà assai più gentile della mia narrazione, onde non dispero che lo favorirà in consigliarlo nella miglior forma per farne esito, se fosse possibile, che è di quanto la supplico; e dichiarandomi sempre più tenuto, mi ratifico. Roma, 29 giugno, 1715.
     
     
      XXXVII.
      Benedetto Luti al sig. Ant. Dom. Gabbiani.
     
      La partenza del signor Gio. Antonio Pucci(43) sarà cagione d'arrecar a VS. ill. l'incomodo della presente mia lettera, ed insiememente portarle il profondissimo mio rispetto. Devo molto ringraziarla della sorte che mi ha data della conoscenza del medesimo signore, suggetto degno e compito; e molto dispiacimento provo e proverò con la lontananza del medesimo signore, per molti motivi; ed è di non aver contribuito all'obbligo delle sue raccomandazioni a favore del medesimo signore in veruna cosa, in guisa che mi potessi gloriare di averlo servito come averei bramato. L'altra, di perdere la più cara conversazione, dove passavo le ore di genio; ed accerto VS. ill. che tutta la mia famiglia rimane senza cuore con la lontananza del signor Pucci, effetti delle gentili maniere che obbligano ad amarlo anco i cuori più innocenti.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Raccolta di lettere sulla pittura scultura ed architettura scritte da' più celebri personaggi dei secoli XV XVI e XVII pubblicata da M. Gio. Bottari e continuata fino ai nostri giorni da Stefano Ticozzi
Volume Secondo
di Autori Vari
pagine 396

   





Corte Reale Luti Gio Pucci Pucci