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      Lo schiavo cristiano, liberato in maniera cosí prodigiosa, comparve improvvisamente nel tempio del sospirato suo villaggio, e narrò la visione e la potenza del Santo(8). Da quel momento i poveri schiavi ebbero a patrono S. Nicola, e reduci nella patria, fuggiti dalle catene, o riscattati dall'obolo della vedovella e del pescatore, appesero votivamente agli altari di lui i ferri spezzati, il remo, la tavola del naufragio ed altri attrezzi marinareschi, argomenti di loro scampo.
      Ed ora, a quest'altare si celebrava la messa, e il popolo v'assisteva costernato, tacito, con tutti i segni della pietà e del dolore.
      Il buon curato, uomo venerabile dai bianchi capelli, dall'augusta e soave fisonomia, contristata profondamente in quel giorno, finita la messa, si volse al popolo: — Preghiamo, fratelli miei, per un nostro fratello che poc'anzi si inginocchiava con noi sui marmi di questo altare, ed ora, certo vi si raccomanda dai lidi inospiti di Barberia; Emmanuele Giraldo, che voi tutti conoscete, quel buon padre di famiglia che accorrea primo al soccorso dei pericolanti e dei naufraghi, fu rapito dai corsari! — Benché il caso funestissimo fosse già noto, si levò un alto gemito, un misto di singhiozzi e di preghiere, che que' buoni terrazzani innalzavano di cuore per la salute del loro compagno. Ma tutti gli occhi si posavano su tre persone che si teneano in disparte nel recesso d'una cappella; una donna d'età matura, ma vegeta; una graziosa giovanetta, ed un garzone di 20 anni all'incirca; famiglia dell'infelice Giraldo.


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Racconti popolari dell'Ottocento ligure
Volume Primo e Secondo
di Autori Vari
pagine 484

   





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