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      Procurar mezzi di conoscersi moralmente, di spiegare il loro carattere, sarebbe tenuto per contrario alla decenza; il popolo, che al posto dell'etichetta mette il buon costume, e sa apprezzare l'importanza dei doveri che si contraggono e la libertà individuale di chi deve conformarvi tutta la vita, non rifugge da quegli onesti abboccamenti che talvolta possono prevenire un pentirsi tardo ed inutile. Dunque nessuna matrona gridi allo scandalo, se la buona Nina ed il marinaio passano qualche ora insieme, discorrendo delle loro vicine nozze.
     
      IV
     
      Una calma profondissima regnava sul mare e sulla terra; un'onda non si increspava, non tremava una foglia; lo stellato padiglione del firmamento si stendea queto e risplendente sulla natura addormentata. Ma scoppia all'improvviso dai casolari, qua e là dispersi per la campagna, un concitato abbaiar di cani; le ciurme piratiche di Dragutte invadono il villaggio ad ambo i capi. La prima schiera, cioè quella che il barbaro non guidava in persona, impaziente di saccheggio e di sangue, appiccò il fuoco alle prime case, e proruppe in grida altissime che svegliarono gli abitanti. Majocco, il nostro giovane marinaio, che, pieno il cervello di fantasie amorose, non si era pur anco addormentato, affacciatosi, a quel trambusto, dall'alto della casa che sorgea appunto sul declinare della collina e dominava il villaggio, vedute le fiamme dell'incendio e, argomentando pur troppo il vero, si cacciava a precipizio traverso i campi per gungere in soccorso della sua fidanzata.


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Racconti popolari dell'Ottocento ligure
Volume Primo e Secondo
di Autori Vari
pagine 484

   





Nina Dragutte