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      Della serie di quelle turbolenze non accade giá farne racconto, perché ella è ormai nota nelle storie appresso piú autori, essendosi alla malcontentezza delle soldatesche per le monete mescolata l'ambizione e l'interesse de' grandi, con pericolo di total sovversione del governo. Insomma le debolezze, nelle quali s'andò precipitando da questi disordini quell'importante e vasta monarchia, benché cominciate dalle guerre svezzesi, non hanno finito senza la perdita della Podolia e dell'Ucrania, di cui s'impadronirono i turchi con piú fortuna che valore, mentre ebbero a fronte un regno che altre volte, sano ed unito, averebbe ben facilmente fiaccate le corna alla lor luna. Ma che? in questo stato d'infermitá e disunione, non poté se non cedere una parte per non perdere il tutto.
      Ma egli è cosí universalmente vero che l'alzamento delle monete apporta infiniti danni a' principi ed a' popoli insieme, che io, senza addurne altri esempi in questo luogo (perché ne' seguenti capitoli averò nuova occasione di farlo), non voglio con altro provar la mia proposizione, che con ridurla a calcolo, e mostrarne, come suol dirsi, col dito manifesti gli effetti.
      Le gravezze, tributi, decime, dazi ed ogn'altra imposizione, che i principi da' suoi popoli riscuotono universalmente, sono costituite in moneta minuta o immaginaria del paese. Se pagano estimo i campi, devon per quelli pagarsi tanti soldi o tante lire o tanti baiocchi al campo, allo stiolo, biolca o tornatura di terreno. Se il vino, se il formento paga dazio, contasi questo in ragione di tanti soldi o quattrini la libbra.


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Economisti del cinque e seicento
di Gasparo Scaruffi - Antonio Serra - Germinio Montanari - Augusto Graziani
Editore Laterza Bari
1913 pagine 458

   





Podolia Ucrania