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      Quegli che si dimandano campanini son quella sorte di marmi che suonano quando si lavorano et hanno un certo suono piú acuto degli altri; questi son duri e si schiantano piú facilmente che l'altre sorti sudette e si cavano a Pietrasanta.
      Cavasi un'altra sorte di pietra chiamato trevertino, il quale serve molto per edificare e fare ancora intagli di diverse ragioni; che per Italia in molti luoghi se ne va cavando, come in quel di Lucca et a Pisa et in quel di Siena da diverse bande, ma le maggiori saldezze e le migliori pietre, ciò è quelle che son piú gentili, si ca,vano in sul fiume del Teverone a Tigoli, ch'è tutta specie di congelazione d'acque e di terra, che per la crudezza e freddezza sua non solo congela e petrifica la terra, ma i ceppi, i rami e le fronde de gli alberi. E per l'acqua che riman dentro non si potendo finire di asciugare quando elle son sotto l'acqua, vi rimangono i pori della pietra cavati, che pare spugnosa e buccheraticcia egualmente di dentro e di fuori. Gli antichi di questa sorte pietra fecero le piú mirabili fabriche et edifici che facessero; come appare il Coliseo e l'Erario da San Cosmo e Damiano e molti altri edifici, e ne mettevano ne' fondamenti delle lor fabriche infinito numero; e lavorandoli non furon molto curiosi di farli finire, ma se ne servivano rusticamente. E questo forse facevano perché hanno in sé una certa grandezza e superbia. Ma ne' giorni nostri s'è trovato chi gli ha lavorati sottilissimamente, come si vede in quel tempio tondo, ch'è cominciato e non finito, salvo che tutto il basamento, in sulla piazza di San Luigi de' Francesi in Roma; il quale fu condotto da un francese chiamato Maestro Gian che studiò l'arte dello intaglio in Roma e divenne tanto raro che fece il principio di questa opera, la quale può stare al paragone di quante cose eccellenti antiche e moderne che si sian viste d'intaglio di tal pietra, per avere straforato sfere di astrologi et alcune salamandre nel fuoco, imprese reali, et in altre libri aperti con le carte lavorati con diligenza, trofei e maschere, le quali rendono testimonio della eccellenza e bontà da poter lavorarsi quella pietra simile al marmo, ancor che sia rustica; e recasi in sé una grazia per tutto, vedendo quella spugnosità de' buchi unitamente, che fa bel vedere.


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Le vite de' più eccellenti architetti pittori et scultori italiani da Cimabue insino a' tempi nostri.
di Giorgio Vasari
1550 pagine 1014

   





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