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      E se questo è adunque le cose tolte da lei per far e le pitture e le sculture perfette, rimanendoci per la maniera imperfezzione, chi studia strettamente le maniere de gli artefici e non i corpi o le cose naturali, è necessario che facci l'opere sue e men buone della natura e da chi si to' la maniera. Laonde s'è visto molti de' nostri artefici non avere voluto studiare altro che le opere de' loro maestri e lasciato da parte la natura; de' quali n'è avenuto che non le hanno apprese del tutto e non passato il maestro loro, ma hanno fatto ingiuria grandissima all'ingegno ch'egli hanno avuto, che s'eglino avessino studiato la maniera e le cose naturali, arebbon fatto maggior frutti nelle opere loro che e' non feciono. Come intervenne l'opere di Mino scultore da Fiesole, il quale aveva l'ingegno atto a far quel che e' voleva, invaghito della maniera di Desiderio da Settignano suo maestro, per la bella grazia che dava alle teste delle femmine e de' putti e d'ogni sua figura; parendoli al suo giudizio meglio della natura, esercitò et andò dreto a quella, abandonando e tenendo cosa inutile le naturali; onde fu piú graziato che fondato in el l'arte.
      Nel monte di Fiesole, già città antichissima vicino a Fiorenza, nacque Mi,no di Giovanni scultore, il quale posto a l'arte dello squadrar le pietre con Desiderio da Settignano, e' giovane eccellente nella scultura, che inclinato a quel mestiero, imparò, mentre lavorava le pietre squadrate, a far di terra figure, e condusse alcune cose di basso relievo ritratte dalle cose che aveva fatte di marmo Desiderio sí simili, che egli vedendolo volto a far profitto in quella arte lo tirò innanzi, e lo messe a lavorare di marmo sopra le cose sue, le quali con una osservanza grandissima cercava di mantenere la bozza di sotto; né molto tempo andò seguitando ch'egli si fece assai pratico in quel mestiero, del che se ne sodisfaceva Desiderio infinitamente, ma piú Mino dell'amorevolezza di lui, vedendolo continuo a insegnarli et a instruillo che e' si difendessi da gli errori che si possono fare in quell'arte; et in mentre ch'egli era per venire in quella professione eccellente, la disgrazia sua volse che Desiderio passassi a miglior vita; la qual perdita fu di grandissimo danno a Mino il quale, come disperato, si partí da Fiorenza e se ne andò a Roma, et aiutò a' maestri che lavoravano allora opere di marmo e sepolture di cardinali, che andorono in San Pietro di Roma, le quali sono oggi ite per terra per la nuova fabbrica, tal che fu conosciuto per maestro molto prattico e sufficiente, e gli fu fatto fare da un cardinale che li piaceva la sua maniera, l'altare di marmo dove è il corpo di San Girolamo nella chiesa di Santa Maria Maggiore, con istorie di basso rilievo della vita sua, le quali egli condusse a perfezzione.


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Le vite de' più eccellenti architetti pittori et scultori italiani da Cimabue insino a' tempi nostri.
di Giorgio Vasari
1550 pagine 1014

   





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