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      Ma veduto nella stanza di Roma ritrovarsi molte statue di varie sorti, e particularmente quel cavallo di bronzo che dal papa fu fatto porre a Santo Ioanni Laterano, e che de' fragmenti nonché de le cose intere che ogni dí si trovavano, si faceva stima grandissima, deliberò di attendere alla scultura. E cosí, abbandonato in tutto lo orefice, si mise a gittare di bronzo alcune figurette, che gli furono molto lodate; laonde preso maggiore animo, si mise a lavorare di marmo. Et avvenne che essendo morta di parto in que' giorni in Roma la moglie di Francesco Tornabuoni, e volendo il marito che assai la amava onorare quel corpo, dette a fare la sepoltura ad Andrea. Et egli sopra una cassa di marmo intagliò in una lapida la donna, il partorire, et il passare a quella altra vita, con molte altre figurette sí belle e sí bene condotte, che questa per la prima opera sua di marmo fu tenuta molto buona. Ritornato poi a Fiorenza con danari e fama et onore, gli fu subito allogata una figura d'un Davit di braccia due e mezzo per farla di bronzo, la quale da lui condotta a perfezzione, fu posta et è ancora oggi nel palazzo Ducale al , sommo della scala dove sta la catena, e fu sommamente lodata da ciascheduno. Mentre che egli conduceva la statua detta, fece ancora quella Nostra Donna di marmo ch'è sopra la sepoltura di M Lionardo Bruni aretino in Santa Croce, la quale lavorò egli, essendo ancor giovane, per Bernardo Rossellini scultore, il quale condusse di marmo tutta quella opera. Per le quali cose acquistando Andrea nome di eccellente maestro, e massimamente nelle cose di metallo delle quali egli si dilettava molto, fece di bronzo tutta tonda in San Lorenzo la sepoltura di Giovanni e di Piero di Cosimo de' Medici, dov'è una cassa di porfido retta da quattro cantonate di bronzo, con girari di foglie molto eccellentemente lavorate e finite con infinita sottilità e diligenza; la quale è posta fra la capella del Sacramento e la sagrestia, della quale non si può lavorare di bronzo, né di getto


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Le vite de' più eccellenti architetti pittori et scultori italiani da Cimabue insino a' tempi nostri.
di Giorgio Vasari
1550 pagine 1014

   





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