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      Dove egli avviene bene spesso che, chi può, non sa e non vuole; e se pure gli occorre di fare una qualche eccellente fabbrica, non si cura altrimenti cercare d'uno architetto rarissimo e d'uno spirito molto elevato. Anzi mette lo onore e la gloria sua in mano a certi ingegni ladri che vituperano spesso il nome e la fama delle memorie.
      E per tirare in grandezza chi dependa tutto da lui (tanto puote la ambizione) dà spesso bando a' disegni buoni che si gli danno e mette in opera il piú cattivo, onde rimane alla fama sua la goffezza dell'opera, stimandosi, per quegli che sono giudiciosi, l'artefice e chi lo fa operare essere d'uno animo istesso, da che ne l'opere si congiungono. E per lo contrario, quanti sono stati i príncipi poco intendenti, i quali per essersi incontrati in persone illustri, hanno dopo la morte loro non minor fama per le memorie delle fabbriche che in vita si avessero per il dominio ne' popoli?
      Ma veramente il Cronaca fu nel suo tempo avventurato; che, sapendo fare, trovò chi di continuo lo mise in opera, et in cose tutte grandi e magnifiche.
      Di costui si racconta che, mentre Antonio , Pollaiuolo era in Roma a lavorare le sepolture di bronzo che sono in San Pietro, gli capitò a casa un giovanetto suo parente, chiamato per propio nome Simone, fuggitosi da Fiorenza per alcune quistioni; il quale, avendo molta inclinazione all'arte della architettura per essere stato con un maestro di legname, cominciò a considerare le bellissime anticaglie di quella città e, dilettandosene, le andava misurando con grandissima diligenzia.


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Le vite de' più eccellenti architetti pittori et scultori italiani da Cimabue insino a' tempi nostri.
di Giorgio Vasari
1550 pagine 1014

   





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