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      Il conflitto il più ostinato fu presso la chiesa di Volta, ove tre o quattrocento uomini eransi trincerati come in un ridotto. Ufficiali e soldati rivaleggiarono nel ferocissimo scontro; i primi successi mettevano una nuova e più gagliarda volontà di superare ogni ostacolo negli assalitori. E il generale, côlto anch'egli dal comune entusiasmo, non rifiutava spingere l'affronto a' termini estremi; e per ciò fare, mandava a richiedere in Goito copia maggiore di milizie. La pugna durò accanita, terribile, corpo a corpo, per ben sette ore. In sulle prime non fu possibile ottenere dai nostri il dar quartiere ai prigioni; questi vennero macellati senza pietà; meglio che cinquecento giacquero supini tra' vigneti del colle. Erano le due del mattino. I domandati soccorsi intanto non giungevano; e il generale de Sonnaz vedeva con amarezza freddarsi l'entusiasmo delle sue milizie spossate dal lungo combattere; dinanzi la chiesa l'ardore dei nostri cominciava già a rallentare; udivasi la voce che altre truppe accorrevano da Monzambano in aiuto a quelle del d'Aspre. Egli pensò l'avviso ingannevole, volle illudere sè stesso, stette titubante, esitò se dovesse co' suoi darsi intero nelle braccia della più disperata fortuna; ma, prudente per natura, quantunque battagliero audacissimo, non osò più oltre rischiarsi ed ordinava la ritirata. I feriti furono raccolti; e, posti nel mezzo i prigioni, gli ancora validi discesero alle falde della collina.
      Albeggiava quando questi s'imbatterono colla brigata Regina, che il quartier generale aveva alla fine spedita come rinforzo.


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I toscani a Curtatone e a Montanara (1848)
Notizie storiche
di Felice Venosta
Editore Barbini Milano
1863 pagine 145

   





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