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      - esclamò egli colle lagrime nella voce.
      - Che m'hai fatto?... - rispose la donna fissandolo con occhi stralunati. - Che m'hai fatto?... Ebbene, cosa vuoi ancora? cosa sei venuto a fare?
      - Son venuto a dirvi che vi amo! - diss'egli senza entusiasmo e senza amarezza.
      - Tu! - esclamò la baronessa celandosi il viso fra le mani.
      - Perdonatemelo, Madonna! - aggiunse il paggio sorridendo tristamente - cotesto amore che vi offende lo sconterò in un modo terribile.
      - No! - diss'ella con voce delirante. - Non voglio che tu muoia, non voglio più amarti, e non voglio rivederti mai più!... no! no! vattene! -
      Egli scosse il capo rassegnato. - Andarmene? È tardi, il ponte levatoio è tirato, e il barone mi ha detto che questa sera non avrebbe voluto trovarmi più qui. Bisognava che io arrischiassi qualche cosa per vedervi un'ultima volta, così bella come vi ho sempre dinanzi agli occhi, e che io paghi con qualcosa di prezioso il potervi dire la terribile parola che vi ho detto.
      - Ebbene! - rispose donna Violante, pallida come lui, tremante come lui - anche io sconterò il mio fallo... È giusto! -
      In questo momento si udirono i passi del barone che ritornava accompagnato da qualcuno.
      - Sia! - esclamò convulsivamente la baronessa. - Ti amo, son tua, sia! moriamo! -
      E gli cinse le braccia al collo, e gli attaccò alle labbra le labbra febbrili. Si udì la voce di don Garzia che diceva al Bruno:
      - Tu va sul ballatoio e sta a guardia da quella parte -.
      Corrado si strappò da quell'amplesso di morte, con uno sforzo più grande di quel che ci sarebbe voluto per precipitarsi dalla finestra di cui gli veniva chiuso lo scampo, e stringendole la mano risolutamente:


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Tutte le novelle
di Giovanni Verga
pagine 993

   





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