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      Non sono in collera con te, tutt'altro! Non siamo mica dei piccioni per far sempre lo stesso paio! Specie uno come me che ha da girare il mondo, ora che mi son dato al commercio. Non c'è altro per guadagnar quattrini, te lo dico io! Tutto il resto... roba da pezzenti! Tanti saluti ad Assunta. Oppure, no, non le dir nulla. A buon rendere -.
     
     
      IL SEGNO D'AMORE
     
      - Algio pelsooo... o cara Nici,
      Lo riposùuuu... Lo riposu di la noootti.
      Tostu dunami... tostu dunami la mooolti,
      Tostu dunami la molti, quannu sugnu allatu to!... -
      cantava il Resca strimpellando sulla chitarra, colorendo la canzone con gran boccacce, e aggrottar di sopracciglia. Cessato appena il fron-fron dell'accompagnamento, scoppiò una lunga smanacciata sul canto del Piano dell'Orbo. Gli amici si passarono le chitarre ad armacollo, e si raccolsero intorno al Resca, chiacchierando sottovoce, dietro l'uscio di donna Concettina la fruttivendola. Come lo sportellino dell'uscio non s'apriva, il Resca disse:
      - Vuol dire che la vecchia non è ancora addormentata. Buona notte, signori miei -.
      Allora dal voltone sotto il convento del Carmine si staccò un'ombra, piano piano, e si accostò per attaccar discorso con una gentilezza:
      - Bravi, signori miei! Bella la voce, e belli gli strumenti! -
      Il Resca squadrò lo sconosciuto, un ometto sparuto e colla barba di otto giorni, il quale portava un cappelluccio a cencio sull'orecchio; si passò il nastro della chitarra sulla spalla, e rispose secco secco:
      - Grazie tante!
      - Ora m'avete a fare un piacere, signori miei, - rispose l'altro.


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Tutte le novelle
di Giovanni Verga
pagine 993

   





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