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      In tal guisa coll'esame di se medesimo il saggio acquista il massimo potere e la massima industria per farne buon uso per la propria felicità.
      Se alla nostra felicità molto possono contribuire gli uomini, conviene esaminarli, conoscere con accurata osservazione i principj che li movono talvolta sconosciuti a loro stessi, e dedurne quindi una notizia esatta di quanto possiamo da essi sperare o temere. Il luogo che occupa un uomo poco o molto inganna comunemente; uno sciocco titolato e un uomo di sommo merito inerme e povero sono rimirati con un vetro di mezzo, fra l'occhio e il primo il vetro è convesso, fra l'occhio e il secondo è concavo il vetro, e così si pregia il primo più, e il secondo meno del vero. Se l'ordine della società e la nostra pace richiedono da noi dei riguardi e degli ossequj, facciasi, ma non passi il cerimoniale all'anima la quale libera e sciolta deve esaminare e pesare esattamente il merito dell'uomo. Il saggio sta attento contro di questa seduzione tanto più forte quanto sempre attiva, e si fida de' giudizj proprj solamente allora che mutandosi la fortuna altrui non sente cambiarsi internamente la opinione.
      Se da un canto esamini di quanto sia stato capace l'uomo, ti si presenta un pomposo ammasso di gloria che ti sforza a venerarne l'ingegno e la sublimità. Vedi questo vivente sprovveduto di armi, vinto dalla maggior parte degli animali nella vista, nell'udito, nell'odorato, e nel corso, vedilo viaggiare sicuramente sulla instabile superficie dell'immenso Oceano, attraversare gli antipodi, e cingere col suo viaggio il globo.


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Discorsi sull'indole del piacere e del dolore; sulla felicità; e sulla economia politica
di Pietro Verri
Editore Marelli Milano
1781 pagine 308

   





Oceano