Pagina (962/1182)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Nello stesso anno1130, dopo quasi tre secoli trascorsi in isterili progetti e in infelici tentativi, fu resa perfetta la navigazione dall'Adda a Milano coll'apertura del canale detto di Paderno, tagliato nel margine del monte, per cui le navi dal bacino di Lecco scendono liberamente nell'antico naviglio della Martesana. Le arti e le manifatture ebbero più sorta d'incoraggiamenti con premii, con privilegi, con sovvenzioni in danaro. E tra le belle arti l'architettura in ispecie godette del più deciso favore. Era di già stato chiamato da Napoli il migliore architetto che allora avesse l'Italia, Luigi Vanvitelli, a dirigere gl'importanti ristauri che si fecero nel palazzo di corte per l'arrivo del reale arciduca1131. Si chiamò poscia il più distinto de' suoi discepoli, Giuseppe Piermarini di Foligno, il quale cogli esempi de' molti nobili lavori che eseguì nel corso di più di vent'anni1132, potentemente in ciò sussidiato dagli abili professori ed allievi della nuova accademia delle belle arti, restituì in onore l'architettura tra noi, purgandola di quanto ancora le rimaneva degli stupri Borromineschi, benché né l'uno né gli altri fossero riusciti ad elevarla alla maestà dei grandi modelli. Sono opere di Piermarini la regia ducale corte, la real villa di Monza, il compimento del palazzo di Brera, il monte di Santa Teresa, il nuovo gran teatro costruito dove esisteva la collegiata della Scala, di cui ritenne il nome, compito nel 1778, e l'altro della Canobbiana, aperto al pubblico nell'anno seguente.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Storia di Milano
di Pietro Verri
pagine 1182

   





Adda Milano Paderno Lecco Martesana Napoli Italia Luigi Vanvitelli Giuseppe Piermarini Foligno Borromineschi Piermarini Monza Brera Santa Teresa Scala Canobbiana