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      Deve ad ogni uomo saggio importar poco se un altro impiegato tratti con lui degli affari piuttosto con l'una o con l'altra delle diverse formalità che si usano nelle cancellerie, se si presenti in abito di cerimonia o di confidenza. Deve anzi procurare di guadagnarsi la piena confidenza de' subalterni, essere paziente e indulgente coi deboli e cagionevoli; e siccome non ha da sorpassare come bagatelle le cose sostanziali, così non deve far caso di tutte le minuzie, ma aver di mira l'essenziale in tutti gli affari. Allora insomma sarà degno di presiedere ad un dipartimento, quando saprà presiedere a tutti i subalterni che ne formano i diversi rami.
      6° Siccome è dovere d'ognuno di dare sicure relazioni, e giudicare di tutti i fatti giusta le massime fondamentali, con dire francamente il suo parere, così è pur dovere di un ministro dello Stato ch'egli pensi ad abolire gli abusi che impediscono il vero adempimento degli ordini, a scoprire i trasgressori e finalmente a tutto quella ch'è di maggior vantaggio dei suoi concittadini, al servizio dei quali noi siamo tutti destinati. Esige il buon ordine che il subalterno possa produrre il suo parere al suo superiore, il quale deve convenirlo e correggerlo da padre, se s'inganna; ma se trova che il parere del subalterno sia bene appoggiato, deve approfittarne. Ogni presidente sarebbe degno di punizione se si portasse altrimenti, e rigettasse per amor proprio o per capriccio le utili riflessioni de' suoi subalterni, senza far loro giustizia.


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Storia di Milano
di Pietro Verri
pagine 1182

   





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