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      Nella stessa guisa i governi provinciali dovranno procedere verso i comitati o capitanati circolari, o andando i governatori nel luogo in persona, o mandando un fido commissario ad osservare negli uffici subalterni tutto quello che i dicasteri aulici osservano verso di loro; prendendo massimamente di mira che siano ben tenuti i protocolli e ben osservati gli ordini prescritti.
      In occasione di tali ricerche specialmente debbono rettificarsi le liste de' buoni diporti degli ufficiali, con rilevare la stima che godono presso il pubblico i diversi impiegati. Nella stessa conformità i comiti e vice-comiti e i capitani circolari debbono invigilare sopra i commissari circolari e giudici loro sottoposti, e fare la visita ogni anno sul luogo, formando dappertutto la lista de' buoni e perfetti uffiziali, massimamente sopra i due seguenti punti, cioè se hanno eseguito accuratamente i comandi, e se siano uomini ragionevoli e giusti; giacché que' signori che non possono amministrare personalmente i loro beni, e perciò debbono affidarsi ai loro prefetti e fattori, facendosi mallevadori delle loro azioni, saranno, dalla corte obbligati di congedarsi, qualora si trovino in essi dei disordini.
      14° Ogni buon ufficiale dello Stato ed onesto uomo, in tutti i suoi piani di rettificazione e di miglioramenti, che conducono al ben generale in materia d'imposizione e contribuzioni, deve riflettere ai mezzi più utili, più semplici e economici di promovere l'azienda; non deve pensare al suo personale interesse e beneficio, proponendo quello che gli è di comodo e rigettando quello che gli è gravoso; ma deve sempre misurarsi giusta il gran principio ch'egli sia un semplice individuo del corpo intiero, che il vantaggio del maggior numero dei sudditi vale più del suo e di ogni particolare, anzi più di quello dello stesso sovrano considerato come persona particolare; deve finalmente riflettere che procurando il comun bene procura anche il suo proprio, e quand'anche non partecipasse dell'utile comune sul principio, ne sarà poi partecipe in seguito.


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Storia di Milano
di Pietro Verri
pagine 1182

   





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