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      E ti voglio dire una piacevole novella che il verno passato gl'intervenne. Lui, come t'ho detto, sendo vecchio e morendoli la prima moglie, questa giovane e bella tolse. La quale, sendo stata presso a dua mesi seco e conoscendolo debile di corpo e di cervello, d'un medico giovane s'innamorò, nominato mastro Gualberto. Messer Lodovico, conoscendosi vecchio, era oltre a modo geloso; et in maniera la moglie, chiamata Dianora, guardava che non che altro avea fatica farsi alla finestra. E crescendoli ogni dì l'amore verso il medico e pensando il modo a venire a quello desiderava, finse essere gravemente malata, in modo che messer Lodovico subito mastro Gualberto fe' venire, il quale era uso spesso a medicarlo.
      Et accostandosi il mastro a lei al letto a lume di lucerna ben piccolo, certi cenni et atti li fece, in mentre li toccava il polso, che lui molto bene s'avidde quello che essa desiderava e la confortò che presto la farebbe sana e contenta. E dipoi, ordinati alquanti remedi e chiamato messer Lodovico da canto, li disse che il male della Dianora era quartana e di mala sorte, e che aveva bisogno d'una essatta cura, e che lui non manche[5r]rebbe di diligenzia e sollecitudine. Messer Lodovico lo ringraziò e lo pregò che facessi l'uficio suo e che da lui sarebbe benissimo satisfatto.
      E però il medico ogni giorno dua volte, e quando tre, la moglie visitava e li ordinava quando una unzione, quando un sciroppo, quando una pittima, e simil cose che costavono e poco operavano; e così fece circa un mese.


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Scritti storici e politici
di Francesco Vettori
pagine 412

   





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