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      Lui, sendo di vilissima condizione, fece fra Pietro cardinale, il quale molti dicevono che era suo figliuolo (lui diceva che era figliuolo d'uno savonese amico suo) e li dette tanta entrata di benefizi, che, insino a quel tempo, non si trovò mai cardinale alcuno n'avessi avuta tanta.
      Questo fra Pietro, assueto ne' poveri conventi, diventò tanto splendido e dilicato, che, nel vestire e nel mangiare e nell'abitare, poteva compararsi a qualunque re. Ma la fortuna lo levò di terra giovane. Et il Papa volse tutto l'animo suo ad un fratello di detto fra Pietro, chiamato Girolamo, e li dette Imola e Furlì e li dette titolo di conte. E volse che pigliassi per donna una figliuola di Galeazzo duca di Milano, non legittima; et in Roma non si faceva altro che quello che voleva il Conte.
      Fece cardinale di San Piero ad Vincula uno figliuolo di uno suo fratello e detto suo fratello fece prefetto di Roma e gli dette Sinigaglia. Et in effetto fece, con l'essere papa, li sua grandi e di stato e di danari; fece guerre iniuste, concesse per danari tutte le grazie spirituali, e morì vecchio.
      Successe Innocenzio, per patria genovese, ma nobile uomo, che per la facultà pervenne a quel grado e con non dire cosa alcuna che dispiacessi ma più presto adulando, inclinato a questo non per astuzia, ma per natura. Pure, nel principio, s'intrigò in guerra della quale rimanendo al disotto, inclinò l'animo alla pace. E tutto il resto della vita sua consumò in ozio et in quiete e pensò lasciareil mondo come lo trovava, et attese a far buona cera.


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Scritti storici e politici
di Francesco Vettori
pagine 412

   





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