Pagina (291/534)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      Il secondo fu dominio quiritario di feudi nobili, o sia eroici, ovvero armati, oggi detti «militari», che gli eroi, in unirsi in ordini armati, si conservarono sovrani sopra i loro poderi; che, nello stato di natura, era stato il dominio ottimo che Cicerone, come altra volta si è detto, nell'orazione De aruspicum responsis riconosce d'alquante case ch'erano a' suoi tempi restate in Roma, e 'l diffinisce «dominio di roba stabile, libera d'ogni peso reale, non solo privato, ma anche pubblico». Di che vi ha un luogo d'oro ne' cinque libri sagri, ove Mosè narra ch'a' tempi di Giuseffo i sacerdoti egizi non pagavano al re il tributo de' loro campi; e noi abbiamo poco sopra dimostro che tutti i regni eroici furono di sacerdoti, e appresso dimostreremo che da prima i patrizi romani non pagaron all'erario il tributo nemmeno dei loro. I quali feudi sovrani privati, nel formarsi delle repubbliche eroiche, si assoggettirono naturalmente alla maggiore sovranità di essi ordini eroici regnanti (ciascun comune de' quali si disse «patria», sottointesovi «res», cioè «interesse di padri»), a doverla difendere e mantenere, perch'ella aveva conservato loro gl'imperi sovrani famigliari, e questi stessi tutti eguali tra lor medesimi; lo che unicamente fa la libertà signorile.
      Il terzo, con tutta la propietà detto «dominio civile», che esse città eroiche, compostesi sul principio di soli eroi, avevano de' fondi, per certi feudi divini ch'essi padri di famiglia avevano innanzi ricevuto da essa divinità provvedente, com'abbiamo sopra dimostro (onde si erano truovati sovrani nello stato delle famiglie, e si composero in ordini regnanti nello stato delle città), e sì divennero regni civili sovrani, soggetti al solo sommo sovrano Dio, in cui tutte le civili sovrane potestà riconoscono provvedenza.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Principj di scienza nuova
di Giambattista Vico
pagine 534

   





Cicerone Roma Mosè Giuseffo Dio