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      Da che, con la religione di Giove (che tanti, sparsi per le prime nazioni gentili, ci appruovarono, sopra, l'universale diluvio), incominciarono i principi delle nazioni a fermarsi in ciascheduna terra, dove per fortuna dispersi si ritruovavano, vi corsero i novecento anni dell'età degli dèi, nel cui fine - perché quelli si erano per la terra dispersi per cercar pasco ed acqua, che non si truovano ne' lidi del mare, le nazioni si eran fondate tutte mediterranee - dovettero scender alle marine; onde se ne destò in mente de' greci l'idea di Nettunno, che truovammo l'ultima delle dodici maggiori divinità; e così, tra' latini, dall'età di Saturno, o sia secolo dell'oro del Lazio, vi corsero da novecento anni che Anco Marzio calasse al mare a prendervi Ostia. Finalmente vi corsero i dugento anni ch'i greci noverano del secolo eroico, ch'incomincia da' corseggi del re Minosse, séguita con la spedizione navale che fece Giasone in Ponto, s'innoltra con la guerra troiana e termina con gli error degli eroi fin al ritorno d'Ulisse in Itaca. Tanto che Tiro, capitale della Fenicia, si dovette portare da mezzo terra a lido, e quindi in un'isola vicina del mar fenicio, da più di mille anni dopo il diluvio; ed essendo già ella celebre, per la navigazione e per le colonie sparse nel Mediterraneo e fin fuori nell'Oceano, innanzi al tempo eroico de' greci, vien ad evidenza pruovato che nell'Oriente fu il principio di tutto il gener umano, e che prima l'error ferino per gli luoghi mediterranei della terra, dipoi il diritto eroico e per terra e per mare, finalmente i traffichi marittimi de' fenici sparsero le prime nazioni per le restanti parti del mondo.


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Principj di scienza nuova
di Giambattista Vico
pagine 534

   





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