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      Ma sotto la monarchia quel che si dice «dominio bonitario» (nato dalla nuda tradizion naturale) e 'l detto «dominio quiritario» (nato dalla mancipazione o tradizion civile) affatto si confusero da Giustiniano con le costituzioni De nudo iure quiritium tollendo e De usucapione transformanda, e la famosa differenza delle cose mancipi e nec mancipi si tolse affatto; e restarono «dominio civile» in significazione di dominio valevole a produrre revindicazione, e «dominio ottimo» in significazione di dominio non soggetto a veruno peso privato.
     
      2.
     
      DELLA CUSTODIA DEGLI ORDINI.
     
      La custodia degli ordini cominciò da' tempi divini con le gelosie (onde vedemmo sopra esser gelosa Giunone, dea de' matrimoni solenni), acciocché indi provenisse la certezza delle famiglie incontro la nefaria comunion delle donne. Tal custodia è propietà naturale delle repubbliche aristocratiche, le quali vogliono i parentadi, le successioni, e quindi le ricchezze, e per queste la potenza, dentro l'ordine de' nobili; onde tardi vennero nelle nazioni le leggi testamentarie (siccome tra' germani antichi narra Tacito che non era alcun testamento): il perché, volendo il re Agide introdurle in Isparta, funne fatto strozzare dagli efori, custodi della libertà signorile de' lacedemoni, com'altra volta si è detto. Quindi s'intenda con quanto accorgimento gli adornatori della legge delle XII Tavole fissano nella tavola decimoprimo il capo «Auspicia incommunicata plebi sunto», de' quali dapprima furono dipendenze tutte le ragioni civili così pubbliche come private, che si conservavano tutte dentro l'ordine de' nobili; e le private furono nozze, patria potestà, suità, agnazioni, gentilità, successioni legittime, testamenti e tutele, come sopra si è ragionato; - talché, dopo avere, nelle prime tavole, col comunicare tai ragioni tutte alla plebe, stabilite le leggi propie d'una repubblica popolare, particolarmente con la legge testamentaria, dappoi, nella tavola decimoprimo, in un sol capo la formano tutta aristocratica.


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Principj di scienza nuova
di Giambattista Vico
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