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      Da tante sì belle e sì eleganti espressioni della giurisprudenza romana antica, con le quali i feudisti eruditi mitigano di fatto e possono mitigare vieppiù la barbarie della dottrina feudale (sulle quali si è qui dimostrato convenirvi l'idee con somma propietà), intenda Oldendorpio (e tutti gli altri con lui) se 'l diritto feudale è nato dalle scintille dell'incendio dato da' barbari al diritto romano; ché 'l diritto romano è nato dalle scintille de' feudi, celebrati dalla prima barbarie del Lazio, sopra i quali nacquero tutte le repubbliche al mondo. Lo che, siccome in un particolar ragionamento sopra (ove ragionammo della Politica poetica delle prime) si è dimostrato, così in questo libro (conforme nell'Idea dell'opera avevamo promesso di dimostrare) si è veduto dentro la natura eterna de' feudi ritruovarsi l'origini de' nuovi reami d'Europa.
      Ma finalmente, con gli Studi aperti nell'università d'Italia, insegnandosi le leggi romane comprese ne' libri di Giustiniano, le quali vi stanno concepute sul diritto naturale delle genti umane, le menti, già più spiegate e fattesi più intelligenti, si diedero a coltivare la giurisprudenza della natural equità, la qual adegua gl'ignobili co' nobili in civile ragione, come lo son eguali in natura umana. E appunto come, da che Tiberio Coruncanio cominciò in Roma ad insegnare pubblicamente le leggi, n'incominciò ad uscire l'arcano di mano a' nobili, e a poco a poco se n'infievolì la potenza; così avvenne a' nobili de' reami d'Europa, che si erano regolati con governi aristocratici, e si venne alle repubbliche libere e alle perfettissime monarchie.


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Principj di scienza nuova
di Giambattista Vico
pagine 534

   





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