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      Ci sono guida a sud le acuminate vette dei monti di Adua, e noi andiamo girando verso ovest e sud-ovest per raggiungerle, evitando di sorpassare direttamente i più alti colli che per la linea più breve ne separano. Al campo troviamo alcuni soldati spediti dal governatore di Adua per incontrarci e facilitarci il trasporto delle nostre casse: i condottieri dei buoi intanto, timorosi che colla forza potessero essere costretti a proseguire gratis, più che in fretta se ne tornarono indietro, lasciandoci un'altra volta nell'imbarazzo di doverne trovare dei nuovi. Arriva il capo del villaggio sulla sua mula, accompagnato da un paio di aiutanti e seguiti dai soliti ragazzotti che portano le armi. Grandi inchini e complimenti a Naretti che pare sua vecchia conoscenza; quindi una sequela di promesse, come al solito però seguite da una fila di ma e se e di considerazioni sull'annata poco ricca di raccolti. È strano il saluto fra Abissinesi che si rivedono dopo qualche tempo d'assenza: si toccano replicatamente le mani ripetendosi il buon giorno, come state, poi si stringono l'un l'altro per appoggiare labbro a labbro e darsi con tutta delicatezza una buona dose di baci. Verso sera ci arriva dal villaggio, in parte a titolo regalo d'amicizia, in parte perchè comandati dal governatore, un vaso di miele, una capra, quaranta pani.
      Sabato 1° marzo. La solita questione del bagaglio ci fa perdere ancora una giornata. Adua deve essere a poche ore, ma in questo paese non si può mai sapere nulla di preciso o di positivo, e mentre alcuni ce la dicono vicinissima, altri ci dicono che non potremmo arrivarvi in una sola tappa.


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Abissinia
Giornale di un viaggio
di Giuseppe Vigoni
Editore Hoepli Milano
1881 pagine 284

   





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