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      Al vertice del cono formicolano soldati e ragazzi; sparse qua e lā delle piccole e meschine capannucce; al centro un rozzo steccato circolare di pietre e spini. Si scende di sella, tutti si fanno attorno a noi, che siamo subito invitati ad entrare nel recinto. Sotto una tettoia di una decina di metri di lato e alta forse due, aperta sul davanti e molto primitivamente costrutta con fusti di dura, stava il governatore con cinque o sei magnati, accovacciati su un piccolo tappeto. Sua Eccellenza č un bell'uomo dalle forme erculee, alto, barba quasi nera, occhio vivace, fisonomia simpatica; non ha nessun distintivo e veste una camicia bianca e il solito scemma bianco attraversato dalla riga scarlatta. Fatti i saluti e la presentazione, ci sedemmo per terra accanto a lui. Entrō allora il popolo, chč si doveva tenere una seduta di tribunale. Dietro noi ed ai nostri lati stavano una ventina di pretesi giudici, poi una massa di soldati dei quali credo che due soli non avevano le stesse armi nč lo stesso costume; grandi, piccoli, giovani, vecchi, d'ogni etā ed altezza; davanti a noi, in uno spazio vuoto, due grosse pietre sovrapposte dovevano rappresentate l'altare avanti al quale venivano ad inchinarsi i delinquenti; ai lati gli avvocati, poi molti curiosi. Un usciere con un bastone e con molta forza di polmoni, teneva l'ordine. Comparvero i giudicandi che, trattandosi di cause civili, sono solamente guardati, ma non legati. L'accusato introdotto fa atto di umiliazione avanti le pietre, poi racconta il fatto del quale č incolpato: tutti sapevano spiegarsi con molta facilitā, parlando con enfasi e con spigliatezza, usando nei momenti di maggior calore nel discorso di fare un nodo sul proprio scemma o su quello di un vicino, poi picchiarvi dei pugni gridando Joannes imut, "per la morte di Giovanni.


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Abissinia
Giornale di un viaggio
di Giuseppe Vigoni
Editore Hoepli Milano
1881 pagine 284

   





Eccellenza Joannes Giovanni