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      In generale la vegetazione è piuttosto abbondante, foltissima poi presso i torrenti, dove sono affratellate palme, acacie, lauri, gelsomini e cento altre varietà di piante, di arrampicanti, e di parassiti. Due volte ebbimo oggi incontri di scimmie, ed una volta grossissime e si allontanarono di poco al nostro sopraggiungere, per disporsi sulle rocce del ciglio di un burrone a mirare il nostro passaggio.
      Verso mezzogiorno incontriamo gente e mule portanti carichi con tappeti e spade dalle impugnature d'argento, ciò che ci fa supporre che qualche grande sia poco lontano da noi. Domandiamo, ed è infatti il Cighiè, capo civile ed ecclesiastico di Axum, che viene dal campo del re. Dopo poco lo incontriamo, seguito da moltissima geme in parte armata, in parte portante i suoi effetti, tende, cuscini, croci, vasi pel tecc, ecc. È un bel vecchio dalla barba bianca e dal tratto simpatico; cavalca una mula con bardatura a ricami in pelle a diversi colori e gualdrappa ricamata con filo e lavori in argento. Amico di Naretti, ci fece a tutti quanti festosa accoglienza, volle scendessimo tutti dalle mule, ci sedemmo in circolo, alcuni servi stesero uno scemma sulle teste per difenderci dal sole e ci fu servito dell'eccellente tecc. Si improvvisò così un accampamento molto originale e fantastico, circondati come eravamo da tanti servi, soldati, muli e cavalli.
      Mercoledì 7. È un continuo succedersi di alture che rendono faticosissimo il cammino non essendovi strade tracciate e dovendo sempre salire la vetta di una per ridiscendere e risalire sull'altra.


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Abissinia
Giornale di un viaggio
di Giuseppe Vigoni
Editore Hoepli Milano
1881 pagine 284

   





Cighiè Axum Naretti