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      Il buon Ferrari, intenerito dal trovare un'accoglienza veramente schietta e cordiale, prese a due mani il suo cuore sempre grande e sempre aperto, e volle far dono della sua fida arma. Vera eccezione fra gli Abissinesi, si dovette insistere per farla accettare.
      Dirò ora che la parola ras tante volte usata significa capo, è araba e fu introdotta e si usa sempre oggi in Abissinia. Degiatch corrisponde a governatore con pieni poteri conferiti dal re.
      Siamo pregati di restare ospiti per qualche giorno, ma ci è impossibile, quindi il giorno appresso proseguiamo per la nostra via, ritroviamo quella percorsa nell'andata, nelle vicinanze di Ciambilghé, che lasciamo alla sinistra, per raggiungere il villaggio di Dewark, a circa 3000 metri di elevazione. Il villaggio è costituito da due aggruppamenti di capanne poste a qualche distanza, ma distinte collo stesso nome. A poca distanza dalla frazione più a nord, già accampammo nell'andata, ora abbiamo preso stanza all'estremità opposta.
      Per essere più lesti viaggiamo senza provvigioni nè tende, e solo abbiamo presa una piccola tenda nera, come si fanno allo Scioa, pei casi estremi. Siamo quindi costretti di ricoverarci tutte le sere ai villaggi, e chiedere una capanna, e farci dare col mezzo della guida del re o più spesso col mezzo dei nostri talleri, quel che si può trovare non per mangiare, ma per vivere. Come si stia la notte in questi tuguri con ogni sorta di compagnia, e cosa si debba ingojare, risparmio descrivere per evitare un disgusto.


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Abissinia
Giornale di un viaggio
di Giuseppe Vigoni
Editore Hoepli Milano
1881 pagine 284

   





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