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      E Teodorigo re tenne lo 'mperio di Roma per lo detto Zenone imperadore, faccendonegli omaggio, e dandonegli tributo. In questi tempi, circa gli anni di Cristo CCCCLXX, regnando in Gostantinopoli Leone imperadore di Roma, nella grande Brettagna, che ora Inghilterra è chiamata, nacque Merlino profeta (dissesi d'una vergine con concetto overo operazione di demonio), il quale fece in quello paese molte maraviglie per negromanzia, e ordinò la tavola ritonda di cavalieri erranti, al tempo che in Brettagna regnava Uter Pandragone, il quale fu de' discendenti di Bruto nipote d'Enea primo abitatore di quella, come adietro facemmo menzione; e poi rinnovata per lo buono re Artù suo figliuolo, il quale fu signore di grande potenzia e valore, e sopra tutti i signori cortese e grazioso, e regnò grande tempo in felice stato, come i ramanzi di Brettoni fanno menzione, e la cronica martiniana in alcuna parte in questo tempo.
     
      V
     
     
      Come i Gotti furono cacciati la prima volta d'Italia, e come ricoveraro la signoria per lo giovane Teodorico loro re.
     
      Nel detto tempo, intorno gli anni di Cristo CCCCLXV, uno Agustolo (questi fu Teutonico) e prese e occupò lo 'mperio di Roma e d'Italia XV mesi. Ma Edevancer, Greco di Rutina, con Ruteni sua gente venne in Italia, e per forza prese Piagenza e Ticino, e discacciò della signoria il detto Agustolo, e fecesi monaco per paura. Evancer colli suoi Rutini venne a Roma, e ebbe tutta la signoria d'Italia per XIIII anni, e cacciò i Gotti. Sentendo ciò Zeno imperadore che dimorava in Gostantinopoli, mandò contra il detto Edevancer Teodosio giovane, che rimase del padre re de' Gotti, ch'avea XVII anni, e per terra venne per Bolgaria e Ungaria con assai fatica; e Evancer gli si fece allo 'ncontro in Aquilea con tutto lo sforzo d'Italia; quivi si combattero insieme, e Evancer fu sconfitto, e fuggisi con pochi a Roma; ma il popolo di Roma no·llo lasciarono entrare in Roma, ne la città. Teodosio co' Gotti, e Greci, e Ungari seguendolo a Roma, Evancer si fuggìo da Roma a Ravenna; ancora il perseguì Teodosio, e assediollo in Ravenna per tre anni, e presa la città, l'uccise, e distrusse sua gente, negli anni di Cristo CCCCLXXX; e Teodorico rimase re e signore in Italia, avendo lega e amistà con Zeno imperadore di Gostantinopoli, e da' Romani fu ricevuto a grande onore, e paceficamente tenne Roma e Italia grande tempo, e tolse per moglie la figliuola del re di Francia, che Lottieri figliuolo Crovis ebbe nome; ma poi si maculò della resia ariana, e divenne come tiranno, e nimico della Chiesa e di veri Cristiani.


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Nuova cronica
Tomo Primo
di Giovanni Villani
pagine 501

   





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