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      Noi sostenemo", dice santo Gregorio, "sanza cessamento, avegna che prima che Italia fosse conceduta ad essere fedita dal coltello de' pagani, io vidi in cielo schiere di fuoco, e vidi colui medesimo splendiente di splendori al modo del balenare, il quale poi isparse il sangue umano. La confusione del mare e delle tempeste nonn-è solamente nuova levata, ma con ciò sia cosa che molti pericoli già anunziati e compiuti sieno, non è dubbio che non seguitino eziandio pochi, i quali restano a cotale imputazione, di passare a nostra corezzione, non a stravolgimento di disperazione". E noi crediamo intra queste cose non solamente la iustizia di Dio essere nutrice di costoro, ma crediamo la bontà divina essere sì come madre pietosamente correggente e in meglio commutante, dicente santo Agustino nel sermone del bassamento de la città di Roma: "Idio anzi il giudicio opera disciplina molte volte non eleggendo colui cui elli batta, non volendo trovare cui elli condanni". E egli medesimo dice sopra quello verso del salmo: "Sì come viene meno il fumo, vengono meno ellino; tutto ciò che di tribulazioni noi patiamo in questa vita, è battitura di Dio, il quale ne vuole correggere, acciò che nella fine non ne condanni". Imperciò santo Agustino medesimo nel predetto sermone delle tribolazioni e pressure del mondo dice: "Quante volte alcuna cosa di pressura e di tribulazioni noi sofferiamo, le tribulazioni sono insiememente nostre correzzioni". Ma in queste cose con molto studio è da guardarci, che noi alcuna cosa notabilmente non meritiamo de li nostri meriti, e che noi non ci maravigliamo, quasi s'elle non fossono cagioni di queste tribulazioni quelle cose che·nnoi dicemo; però che Agustino medesimo dice nel sermone dell'abassamento di Roma: "Maravigliansi li uomini; or si maravigliassono ellino solamente e non bestemiassero". Ancora è da schifare per queste cose il mormorare contra Dio, sì come la nostra niquitade biasimasse la divina dirittura, e sì come se le nostre inumerabili e grandissime colpe riprendessono la somma iustizia; sì come n'amonisce Agustino nel predetto sermone delle tribulazioni del mondo, dicendo: "O fratelli, nonn-è da mormorare, sì come alcuni di coloro mormorano". E l'Apostolo dice: "E' furono vasi di serpenti". Or che cosa disusata sostiene ora l'umana generazione, la quale non patissono li nostri padri?


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Nuova cronica
Tomo Terzo
di Giovanni Villani
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