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      E non solamente per li parte usate parturivano li serpenti; ma eziandio, dico, che 'l suo parturire era cossì per le braccia e per lo petto, uscendo per tutte le membre sue; e le bestie parturide avevano lo becco de ferro ardente, con lo132 quale elli squarciavano li corpi unde essi uscivano. Et avevano quelle bestie in la sua coda, molti ponzoni acuti a modo de ami da pescare, con li quali etti pongivano le membre, unde loro uscivano; e volendo quelle bestie uscire fuora, e non possendo trarre le code, se revolgevano adosso a quelle anime con quelli becchi de ferro ardenti, e non cessavano da133 ferire per la carne, fino a tanto che non le avea tutte amaccate134 e consumate fino a l'ossa: e così gridavano tutte l'anime insieme fortissimamente. Del cridore de la giazza che ondezavano, del rodere de le bestie che volevano uscire fuora e non potevano uscire, era sì grande fatica e stridi, che andavano fino al cielo; intanto che se ne li demonii potesse essere pur una favilla de pietà, se moveravano a misericordia e compassione. E avevano le anime, in capo de tutti li dicti capi, de dodece generazione de bestie, le quale li rodevano la carne e li membri infino a le osse; et avevano le ongie a modo de aspedi sordi, li quali consumavano tutto 'l palato e tutto 'l casale, et ogni cosa infino al polmone. E in le parte vergognose de li omini e de le femine, erano appiccati135 li serpenti, li quali squarciavano e rodevano tutte quelle parte, e se studiavano de tirare fuora tutti l'interiore de lo corpo.


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Antiche leggende e tradizioni che illustrano la Divina Commedia
di Pasquale Villari
1865 pagine 287