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      Per venire ora più da vicino a codeste sperienze, non mi fa stupore, che abbian sorpreso e tirato molti, che prima ne dubitavano, a credere alla supposta Elettricità animale, e a dichiararsi apertamente per essa tutti quelli cioè, che non sono andati più innanzi, e non han fatto un maturo riflesso alle circostanze. Senza questo dovettero restare sedotti (e chi poteva non esserlo a prima giunta?) al vedere eccitarsi delle contrazioni più o meno forti in tutti i muscoli delle gambe posteriori di una rana compitamente preparata, mercè il ripiegare semplicemente una di esse gambe, e addurla al contatto de’ nervi ischiatici ossia crurali, oppur de’ muscoli del dorso.
      Codesta è l’esperienza principale, con cui crede il Valli, e credono i Galvaniani tutti (vecchi e nuovi) di aver vinta la causa contro di me, e fino di avermi ridotto al silenzio. Altre sperienze consimili son quelle di tenere sospesa pe’ piedi la rana con una mano, e con un dito dell’altra, o colla lingua toccare i nervi crurali pendenti, o la porzione di spina, che ad essi è lasciata attaccata: di tener in egual modo sospesa la rana per una gamba; far pescare detta spina, o buona parte del tronco, se tutto o quasi tutto è rimasto attaccato57, nell’acqua di un catino; e portare l’altra sua gamba al contatto dell’acqua medesima: nell’uno e nell’altro de’ quali moti succede pure qualche volta di eccitare le convulsioni: come succede in quell’altra maniera descritta già nell’operetta anonima (intitolata dell’uso e dell’attività dell’arco conduttore nelle contrazioni dei muscoli.


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Collezione dell'opere del cavaliere conte Alessandro Volta patrizio comasco
Tomo Secondo - parte prima
di Alessandro Volta
Editore Romei Firenze
1858 pagine 193

   





Elettricità Valli Galvaniani