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      Ed anzi bisogna aggiugnere che non si trova nello spirito in quanto è un individuo soggetto a rapporti finiti, ma soltanto nello spirito considerato come assoluto ed infinito.
      Da questo punto di vista ci è dato di potere giudicare le più rilevanti teorie sulla natura dell'ideale dell'arte, mostrando qual parte di verità avessero colto i filosofi precedenti, e quale invece trascurata. Primo che avesse dato l'esempio di una investigazione scientifica sulla bellezza è stato Platone. Egli se ne occupa in molti dialoghi, ma ne tratta poi di proposito nel Fedro e nel Simposio, benchè nel primo dalla bellezza tragga argomento di parlare dell'amore come desiderio inspirato dalla bellezza medesima; e nel secondo, viceversa, cominci dall'amore per elevarsi fino alla bellezza. Per Platone però sempre la bellezza che s'incontra come imagine fuggitiva nella natura e nella vita, non è che il riflesso dell'eterna bellezza onde risplende l'idea nella sua purità. Questa dottrina platonica che fa consistere nella sola idea ogni bellezza è perfettamente in armonia col resto del suo sistema, nel quale all'idea viene eziandio attribuita ogni realtà. Il gran pregio del sistema platonico è quello di avere riconosciuto l'idea come il sostanziale fondamento del tutto: per lui il vero, il bello, il buono, sono tutti l'idea considerata sotto diversi rispetti. Tutto quello che si trova nel mondo d'ideale proviene dall'idea, e la materia non aggiunge altro che limiti ed imperfezioni; talchè invece di servire alla manifestazione ideale essa la nasconde e l'offusca.


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Saggio sulla filosofia dello spirito
di Marianna Florenzi Waddington
Editore Le Monnier Firenze
1867 pagine 130

   





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