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      Di questi tre momenti pei quali procede lo spirito pratico giudico essere più rilevante quello su cui si fonda la morale. Nella natura del diritto e dello Stato s'incontrano forse minori difficoltà; nè le controversie che si sono agitate su questi temi risalgono tanto lungi, quanto quelle che toccano la morale. Ed infine si possono ben dissolvere gli Stati, quando la loro obbiettiva consistenza entra in conflitto coll'interna nozione; laddove la morale non solo sopravvive al loro sfasciamento, ma ha virtù di ricostruire su più saldi fondamenti gli scrollati edificî. Quando di fatto il mondo greco cominciò a tralignare e minacciava rovina, Socrate ne meditava il restauro fondandosi sulla morale, cioè riconducendosi a quel principio, da cui lo Stato realmente rampolla, e segnalando fin d'allora quel principio che divenne famoso col Macchiavelli di ricondurre ai principî le vacillanti istituzioni. La morale, oltre a questo vincolo con cui si lega al mantenimento dello Stato, ha una relazione non meno stretta colla religione. E benchè io non creda col Kant che il contenuto religioso sia esclusivamente morale, non però può negarsi che questa non abbia grandissima parte nella forma religiosa. Anzi la morale del Cristianesimo essendo raccomandata come la più ragionevole e la più pura, è dovere della scienza esaminarne i principî, discuterne il valore, e trovare nei simboli religiosi quell'occulta ragione, che sola può spiegarne l'esistenza e la durata.
      Un discorso sulla morale può parere dunque troppo angusto, se si guarda all'ampiezza dell'argomento ed alle moltiplici attinenze che ha colla Scienza, collo Stato, e con la Religione.


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Saggio sulla filosofia dello spirito
di Marianna Florenzi Waddington
Editore Le Monnier Firenze
1867 pagine 130

   





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