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      Prendiamo ora il caso dell'industriale di Glasgow stabilito a Londra. Egli sognò che un suo operaio, a Glasgow, col quale in gioventù avea stretto amicizia ma che poi per vari anni avea perduto di vista, veniva per parlargli e lo pregava di non prestar fede all'accusa che gli si faceva. «Di che si tratta?» domandò l'industriale. «Lo saprete tra breve» gli fu risposto tre volte con persistenza. Notò anche il dormiente che l'uomo aveva una strana fisonomia; era livido e sudava a goccioloni. Appena svegliato, gli fu dalla moglie consegnata una lettera in cui il direttore di Glasgow lo informava che quell'uomo, Roberto Mackonzie, s'era ucciso tracannando dell'acquavite e i sintomi dell'avvelenamento per acquavite erano quelli per l'appunto osservati nella figura sognata.
      Ora, l'uomo era morto due giorni prima del sogno e la sua apparizione arrivò in tempo per correggere la falsa impressione di suicidio prodotta dalla lettera. I tratti del quadro sognato, tutti i dettagli della scena son tali da escludere qual si voglia agente che non sia il morto, il quale era ansioso d'impedire ad un antico amico di aggiustar fede all'accusa che gli si moveva.(25)
      Non sono rari dei sogni che danno dettagli intorno a cerimonie funebri avvenute a distanza. Il signor Stainton Moses, invitato ai funerali di un amico nella contea di Lincoln, non potè recarvisi.
      Quasi contemporaneamente all'ora della cerimonia, cadde in sonno magnetico e sognò di assistervi. Riavutosi, ne notò tutti i dettagli, descrivendo anche la figura del prete, che non era quello atteso per officiare; aveva perfino visto il cimitero posto ad una certa distanza nella contea di Northampton, con un certo albero presso la tomba.


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Esiste un'altra vita?
di Alfred Russel Wallace
Società editrice partenopea Napoli
1882 pagine 76

   





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