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      »2° Visitati i lodging houses, andai dove sono i fumatori d'oppio, dove sono ridotti e bagordi d'ogni specie. Qui, mi dissero più volte i detectives, un policeman non potrebbe venir solo, perchè sarebbe accoppato. Entrai in alcune case di poveri, e mi fu detto: - Peggio di questo nessuno le farà mai vedere in Londra. - Certo io non posso affermare di avere visto ciò che v'ha di peggio in Londra, posso bensì affermare che ho fatto quanto era in me per vederlo. Ebbene, io le assicuro sul mio onore di essere convinto, che i poveri di Napoli stanno infinitamente, senza paragone alcuno, peggio di quelli di Londra. Che se a Londra qualche volta si muore di fame ed a Napoli no, oltre che questi casi non sono sì frequenti come si pretende, ciò dipende dal clima peggiore, non dalla maggiore miseria. Se a Napoli ci fosse il clima di Londra, un numero assai grande dei nostri poveri troverebbe subito pace nella tomba, cessando di menare una vita peggiore della morte.
      »Nei ridotti di Londra spesso mi sedetti coi detectives, e bevvi della birra e dei liquori, tanto per non parere di andare colà da semplici osservatori. E non vidi mai nulla che si potesse paragonare al puzzo e al sudiciume di alcuni ridotti di Napoli. Nelle case dei più poveri il detective entrava con un rispetto incredibile, e più volte trovai insieme colla miseria estrema una fierezza e indipendenza singolare. Più volte ricusarono di riceverci in casa, ed il detective diceva: - Andiamo oltre, il domicilio è inviolabile. Noi abbiamo tanto diritto di entrare qui, se non ci vogliono, quanto di entrare in casa sua se non ci vuol ricevere.


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La miseria in Napoli
di Jessie White Mario
Editore Le Monnier Firenze
1877 pagine 277

   





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