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      Anzi il professore Trinchera pose, in mia presenza la questione ad una delle principali Autorità scolastiche. Tutti in coro risposero di no, ma tutti ammisero che, venendo all'atto, il no mutasi in sì. Infatti interrogai centinaia di madri nei più miseri quartieri di Napoli, perchè elleno non mandassero i loro bambini alle Scuole comunali, non fosse altro, per tenerli fuori delle strade e dei pericoli tante ore al giorno, e tutte mi risposero che già le difficoltà di avere i certificati di nascita dal Municipio erano grandi, e che anche ottenutili, i bambini venivano respinti dalle scuole, perchè laceri e scalzi. Io qui non posso e non voglio indagare di chi sia la colpa, e se ce ne sia. I bambini stessi non amano andare alle scuole, ove i compagni li deridono e li schifano ed ove i maestri, i quali veggono che per la nessuna sorveglianza di casa quelli non fanno profitto, hanno meno cura di loro che degli altri. Forse non sarà peggiore questo stato di cose in Napoli che altrove; ma a Milano ed anche a Roma dobbiamo riconoscere i grandi sforzi fatti per togliere i bambini indigenti al vizio e all'ignoranza.
      E Napoli possiede una scuola-modello; e benchè fondata da una straniera, avvertiamo, con molta soddisfazione, che progredisce e sveglia simpatie. Vogliamo parlare del Giardino d'Infanzia della signora Schwabe, filantropa signora tedesca, che quando l'Italia lottava per la indipendenza assistette con mano munificente i volontarii e specialmente i feriti, ed ora all'Italia libera dedica la vita e le sostanze a migliorare la condizione sociale dell'infimo popolo napoletano.


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La miseria in Napoli
di Jessie White Mario
Editore Le Monnier Firenze
1877 pagine 277

   





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