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      Ma i fondi tuttavia erano iscritti. Come e dove furono spesi? Qui rispondo ad una parte dell'interrogazione dell'onorevole Bertani, ed all'interruzione dell'onorevole duca Di San Donato.
      Giovi anzitutto notare che la somma di 17,772 lire, iscritta in bilancio, deve servire a due scopi: a pagare i professori, e a mantenere alunni che si trovavano ospitati nell'Albergo dei Poveri; vale a dire, la somma che paga il Governo non serve solo all'insegnamento, ma anche al mantenimento di alcuni posti gratuiti. Ora, nel 1872, quella somma fu versata nelle mani del Prefetto, indi divisa fra questi due capi di spesa: 9000 o 10,000 lire andarono agl'insegnanti, i quali, abbenchè non facessero scuola, tuttavia non erano stati messi, nè in disponibilità, nè a riposo; l'altra parte servì a pagare la pensione di quei giovanetti o di quelle giovanette che seguitarono a restare nell'Albergo dei Poveri. Così, quanto allo stanziamento del 1872, l'impiego appare.
      Quanto alla restituzione della scuola, mi rincresce di dire la parola, ma debbo dirla: si studia.
      Veniamo al 1873: ed è a questo punto che mi parve l'esposizione dell'onorevole nostro collega Bertani non fosse precisa. In quell'anno il ministro Scialoia (facendo l'unica cosa che veramente si doveva fare, imperocchè una scuola che non va si sospende o si chiude, e in tal caso si cancella il fondo stanziato per essa), il ministro Scialoia, dico, con un Decreto del 24 luglio scioglie la scuola: onde si entra in una posizione legale: e con un successivo Decreto del 16 ottobre ne mette in disponibilità gl'insegnanti, e allora si comincia a pensare un po' più vivamente come e dove si debba e si possa riattivarla.


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La miseria in Napoli
di Jessie White Mario
Editore Le Monnier Firenze
1877 pagine 277

   





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