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      Se al giocatore rincorso gli falla un piede e cade, per non essere preso grida all'istante: Tèra, tèra, nun fa guèra, e non viene molestato.
      Se qualcuno dei giocatori vuol ritirarsi mentre il giuoco prosegue, ecco la cosa ch'esso è tenuto a fare.
      Toccare la terra e dire: Tócco téra; arzo la bandiera: tutti li bbuzzichi so' li tui. Nun ce faccio più: ècco er sasso, e fa vedere al capo-giuoco o alla conta, il sassolino che ha raccolto per dimostrargli che ha veramente toccato la terra.
      63 . - A "PPICCA".
      I giocatori si dividono in due squadre, p. es.: squadra A e squadra B. Designate le loro tane, che devono essere a una bella distanza, e ciascuna rimpetto all'altra, si comincia il giuoco così:
      Un giocatore della squadra A abbandona la tana e s'incammina verso la squadra nemica; da questa parte un altro giocatore che lo rincorre, e se lo tocca lo fa prigioniero. Ognuno di questi vale un punto; e il giuoco si vince a capo di dodici punti.
      64. - LA GUERRA FRANCESE.
      È quasi identico al giuoco precedente. Avvi soltanto qualche piccola differenza. A la guerra francese i prigionieri sono, a mo' d'esempio, rinchiusi entro un circolo che si fa in terra e che si chiama padèlla.
      E, come al giuoco i Ladri e Sbirri, i prigionieri si possono liberare.
      65. - ER PILARO.
      Uno della brigata finge di vendere pignatte. Alcuni altri lo circondano e gliene domandano il prezzo. Il dialogo, presso a poco, si svolge così:
      - Ciavete una pila grande?
      - Come la volete così? - E con le dita ne misura la grandezza.
      - No: è troppa grande.


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Usi costumi e pregiudizi del popolo di Roma
di Luigi Zanazzo
Società Tipografico Editrice Nazionale Torino
1908 pagine 297

   





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