"UNO Bozzetti e ritratto"
di Aldo Scimia
Secondo Giustino Parisse, giornalista che ha curato la presentazione della pubblicazione , “C’è una generazione che è vissuta due volte. No, nessun miracolo. Parlo di tutti coloro che sono nati a metà degli anni Cinquanta del secolo scorso. Hanno vissuto le prime esperienze di vita in un mondo che era ancora quello contadino. I vagiti si sono confusi con i muggiti delle mucche. La stalla sotto la cucina, che oggi potrebbe sembrare un’enormità, allora era la regola".
Aldo Scimia vive e lavora a L’Aquila. Già coautore di pubblicazioni a carattere storico, tra le quali si cita “ Onna, 11 giugno 1944: Ricordare per costruire la Pace”, e “ La Strage nazista di Onna” scritto a quattro mani con Parisse, è studioso di Storia del Paesaggio. Questa volta ha voluto cimentarsi con un lavoro di narrativa. Otto short-stories in cui l’autore, frugando nei ricordi propri ed altrui, ed anche nella sua fantasia, ha ripercorso nel tempo e nello spazio la
terra aquilana, così come si presentava nel secolo scorso attraverso otto personaggi sconosciuti ai più: ne ha tracciato il profilo mettendo in evidenza, il legame con la terra natia ed il tratto più profondo della loro esistenza: la solitudine. E’ solo il mendicante sorpreso a pregare, solo è l’anziano che aspetta che la morte “me sse ripiglia, soffrono la solitudine anche gli emigranti di inizio secolo e quelli contemporanei s-radicati dalla terra madre, solo è l’attore davanti allo specchio."
Il Prof. Giorgio Tentarelli - docente di Storia e Filosofia - parla del libro e di come in esso “Il tempo è l’essenza della nostra esistenza. E’ il luogo del nostro esserci: nasciamo al tempo, viviamo nel tempo, moriamo dal tempo. Questa consapevolezza, tuttavia, non è immediata: essa si costruisce, ovviamente, nel trascorrere del tempo. Antropologi, filosofi, sociologi, storici scavano nelle forme del tempo – che sono la sostanza della realtà – alla ricerca del senso del nostro essere qui ed ora. Per compiere questa ricerca, si aggirano per interminabili ”vie razionali”. Ma, il senso non è rintracciabile in misteriose e complesse argomentazioni. Se vi è un senso, esso è celato nei frammenti di vita quotidiana che tessono, nella memoria, la trama dei giorni” e “Aldo Scimia, nei suoi bozzetti, ritratti racconti compie esattamente l’opera di mostrare quella trama, di ricostruirne i modi nei frammenti che, dalla penombra del tempo trascorso, vengono riportati alla contemporaneità del ricordi”
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