Dario Peruzy
Ricordanze patriottiche


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     Si comprende: il battaglione abruzzese non poteva contare sulle simpatie del Comitato d'ordine: il battaglione era creatura del Comitato d'azione e, particolarmente di Antonio Tripoti, repubblicano, quando i sognatori dell'unità d'Italia non avevano altro apostolo e altra guida che Mazzini: — o chi non fu repubblicano allora? Ma quando la monarchia diede all'Italia il veltro dantesco, quando Mazzini stesso comprese che solo la monarchia poteva tradurre in fatti il gran sogno, quando Garibaldi concepì e volle programma o insegna della sua impresa il nome di Vittorio Emanuele tutti o quasi i vecchi unitarii erano monarchici. Antonio Tripoti non aveva forse proclamato a Teramo il governo provvisorio nel nome d'Italia e Vittorio Emanuele II?
     Eppure!.... giunse a noi tra le marcie quotidiane notizie che ad Ancona e a Grottamare o più probabilmente a Giulianova, in una di queste tappe, il venticello del Barbiere di Siviglia divenuto per l'occasione abruzzese avesse sussurrato la mala voce all'orecchio del Gran Re. Divenne quindi tanto più importante per il nostro battaglione e per Antonio Tripoti l'incontro di Vittorio Emanuele...

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     Fu il 22, il 23 o il 24 ottobre? Non rammento. Sotto l'armi in tempo di guerra non si tien conto del calendario. Spesso si domanda che giorno è, e occorre d'apprendere che siamo a lunedì, per esempio, quando si supponeva essere arrivato a sabato.
     Ricordo che la sera del 20 il giorno del combattimento in cui l'avanguardia di Cialdini sbaragliò i borbonici, entrammo in Isernia. Il 21 certamente lo passammo nella città vuota, deserta: — lo ricordo perché per aver pane, dopo avere percorso tutta Isernia per lungo e per largo, dovetti accettare l'offerta fattami da un signore, uno dei rarissimi non fuggiti, e corsi poi in una trattoria a dividerlo con un altro volontario ed un ufficiale dell'esercito piemontese. Resta dunque il dubbio sul 22 o 23; ma non monta. Ricordo bene il giorno successivo al 21 il generale Cialdini ci fece somministrare gallette e formaggio e quel giorno stesso o il seguente lasciammo Isernia per riprendere la via di Rionero.