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Abruzzesi illustri
Anton Ludovico Antinori (1704-1778)
Anton Ludovico Antinori (L'Aquila, 26 agosto 1704 – L'Aquila, 1º marzo 1778) è stato un arcivescovo cattolico, storico ed epigrafista italiano. Appartenente alla Congregazione dell'Oratorio, occupò le sedi di Lanciano e poi di Acerenza e Matera. Come erudito, interessandosi in particolar modo di epigrafia ed archeologia, contribuì con segnalazioni, studi ed interpretazioni all'opera sia del Muratori che del Mommsen.
Di padre bolognese e madre napoletana, dopo aver iniziato gli studi di grammatica nella sua città natale, andò a Napoli, sotto gli auspici dell'abate Galiani, laureandosi in giurisprudenza. Tornato a 25 anni a L'Aquila, decise di approfondire la storia della sua città, la cui introduzione inviò a Ludovico Antonio Muratori, che la inserì nella raccolta degli scrittori d'Italia (Rerum Italicarum Scriptores). Alcuni testi di epigrafi scovate dal religioso aquilano furono dallo stesso Muratori inserite nel tomo VI delle Antiquitates italicae Medii Aevi.
A 30 anni Antinori venne ordinato sacerdote e in seguito, dopo aver trascorso tre anni nell'Oratorio di San Filippo Neri del capoluogo abruzzese, si trasferì a Roma. Qui, Benedetto XIV lo destinò al ruolo di bibliotecario di un istituenda biblioteca di Bologna, senza però partire per la città paterna. A causa di ragioni di salute viaggiò tra Napoli e L'Aquila, dove fu canonico della Collegiata di San Silvestro.
Nel 1745 fu nominato con regio decreto di Carlo III arcivescovo di Lanciano, mentre nel 1754 fu trasferito a capo dell'arcidiocesi di Acerenza e Matera, dove fece abbellire la Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio Vescovo. Per causa di salute chiese, e ottenne, nel 1758, di ritirarsi, ritornando nuovamente all'Aquila, ottenendo peraltro una pensione regia, oltre ai benefici legati ad una chiesa nei pressi di Giulianova e, dal 1770, al Monastero di San Pietro ad Oratorium di Capestrano, in cui si trasferì nel 1775.
Pubblicò numerosi documenti di storia abruzzese, confluiti in particolare nei 4 volumi della Raccolta di memorie istoriche delle tre provincie degli Abruzzi (Napoli 1781-1783). La maggior parte delle sue opere sono conservate manoscritte presso la Biblioteca provinciale "Salvatore Tommasi" dell'Aquila, molte delle quali edite postume, anche su iniziativa della Società abruzzese di storia patria a lui intitolata.
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