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Abruzzesi illustri
Vito Taccone (1940-2007)
Vito Taccone (Avezzano, 6 maggio 1940 – 15 ottobre 2007) è stato un ciclista su strada italiano.
Esordì fra i professionisti nel 1961 e raccolse nella sua carriera importanti risultati agonistici. Venne soprannominato "il camoscio d'Abruzzo" non solo per le sue qualità di scalatore, ma anche per il suo carattere irruente.
Nel 1961 vinse il Giro di Lombardia che percorreva quell'anno il durissimo Muro di Sormano.
Durante il Tour de France del 1964 venne accusato di aver causato diverse cadute negli arrivi in volata per i suoi scatti scomposti; la tensione con gli altri atleti culminò in una scazzottata con il corridore spagnolo Fernando Manzaneque. Da allora rifiutò di prendere parte alle successive edizioni di quella corsa.
Divenne commentatore televisivo ne Il Processo alla Tappa, di Sergio Zavoli, con il quale entrò più volte in polemica.
Lasciata l'attività agonistica, intraprese varie attività, rimanendo comunque un personaggio molto popolare nella sua regione d'origine.
Titolare di un'azienda di abbigliamento sportivo, nel giugno 2007 fu arrestato con altre 11 persone in seguito ad un'inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza, con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al commercio di capi di abbigliamento con marchi contraffatti o provenienti da furti. Taccone si era sempre proclamato innocente chiedendo (anche con iniziative clamorose come incatenarsi davanti al tribunale) un processo in tempi brevi.
È morto per un infarto il 15 ottobre 2007, all'età di 67 anni. Secondo il figlio di Taccone, ll deteriorarsi delle sue condizioni di salute è stato accentuato dallo stress subito in conseguenza delle vicende giudiziarie.
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