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Abruzzesi illustri
Sergio Marchionne (1952)
Sergio Marchionne (Chieti, 17 giugno 1952) è un dirigente d'azienda italiano. Di cittadinanza italiana, canadese e svizzera, è attualmente Amministratore Delegato del Gruppo Fiat e di Chrysler.
Nel 2006 è stato nominato Presidente della European Automobile Manufacturers Association (ACEA). È inoltre Presidente del Consiglio di Amministrazione della Société Générale de Surveillance di Ginevra, Vicepresidente non esecutivo del Consiglio di Amministrazione del colosso bancario svizzero UBS e consigliere di amministrazione di Philip Morris International (colosso del tabacco facente parte del gruppo multinazionale Altria).
Nel 2006 è stato nominato cavaliere del lavoro dal presidente Giorgio Napolitano.
Marchionne viene considerato l'artefice del risanamento della divisione Fiat Group Automobiles.
Il padre Concezio fu un maresciallo dei carabinieri d'origine abruzzese trasferitosi in Istria negli anni '30, dove risiedette e prestò servizio fino al termine della II guerra mondiale. Ivi conobbe la madre, Maria Zuccon, istriana del luogo. Negli anni della guerra la famiglia materna fu colpita da due tragici lutti: nel settembre del 1943 il nonno di Sergio, Giacomo Zuccon, fu sequestrato ed infoibato da partigiani titini (i suoi resti verranno in seguito recuperati, assieme ad altri, nella foiba di Terli dai Vigili del Fuoco e riconosciuti dall'altra figlia Anna). Alcune settimane dopo, anche lo zio Giuseppe, fratello della madre, messosi alla ricerca del padre di cui non si avevano più notizie, cadde in un rastrellamento dei militari tedeschi che, scambiandolo per un partigiano o disertore, lo passarono per le armi.
A seguito di questi fatti e della seguente occupazione dell'intera regione da parte delle milizie iugoslave, i genitori di Sergio decisero di rifugiarsi presso i familiari del futuro marito a Chieti, dove subito dopo si sposano e dove nascerà nel 1952, Sergio. Alcuni anni dopo la famiglia Marchionne si sposterà ancora, emigrando in Ontario, Canada, dove si era già stabilita esule Anna Zuccon, zia materna di Sergio.
In Canada Sergio Marchionne si laurea in legge alla Osgoode Hall Law School of York University e consegue presso la University of Windsor un MBA. Presso l'Università di Toronto completa invece i suoi primi studi universitari in filosofia. Esercita quindi come commercialista, procuratore legale, avvocato ed esperto contabile diplomato.
Lascia il mondo forense e svolge la prima parte della sua attività professionale nel Nord America come dirigente. Dal 1983 al 1985 lavora per la società Deloitte Touche come avvocato commercialista ed esperto nell'area fiscale; successivamente dal 1985 al 1988 ricopre il ruolo di controllore di gruppo e poi direttore dello sviluppo aziendale presso il Lawson Mardon Group di Toronto. Dal 1989 al 1990 è nominato vice presidente esecutivo della Glenex Industries. Dal 1990 al 1992 ricopre il ruolo di responsabile dell'area finanza della Acklands e contemporaneamente la carica di responsabile per lo sviluppo legale e aziendale presso il Lawson Group, acquisito da Alusuisse Lonza (Algroup). Qui ricopre ruoli di crescente responsabilità, presso la sede centrale di Zurigo, fino a diventarne l'amministratore delegato.
Guida in seguito il Lonza Group, separatosi da Algroup, fino al 2002, quando viene nominato amministratore delegato del Gruppo SGS di Ginevra, leader mondiale nei servizi di ispezione, verifica e certificazione; un gruppo forte di 55 mila dipendenti in tutto il mondo. Il nome di Sergio Marchionne, proprio per l'ottima gestione del gruppo svizzero, risanato in soli due anni, è molto stimato negli ambienti economici e finanziari internazionali.
Fa parte del Consiglio di Amministrazione del Lingotto dal 2003 su designazione di Umberto Agnelli. Per le sue grandi doti dimostrate nella SGS, in seguito alla morte di Umberto Agnelli e alle dimissioni dell'amministratore delegato Giuseppe Morchio che aveva lasciato l'azienda dopo il rifiuto della famiglia Agnelli di affidargli anche la carica di presidente, Sergio Marchionne viene nominato dal 1º giugno 2004 Amministratore delegato del Gruppo Fiat. Dopo alcuni contrasti con il dirigente tedesco Herbert Demel, nel 2005 assume anche la guida di Fiat Auto in prima persona.
Durante l'amministrazione Marchionne, il gruppo affronta progetti che erano stati scartati in precedenza: Fiat 500, Lancia Fulvia Coupé, Fiat Croma e nei due anni successivi lancia molti nuovi modelli, tra cui l'Alfa 159 e la Fiat Nuova. Simbolo del rilancio del gruppo è la Fiat Grande Punto, l'auto più venduta in Italia nel 2006 e nel 2007. Durante la sua gestione, il titolo Fiat è passato da un minimo prossimo ai € 4 del 2005 ai € 23 del luglio 2007, per declinare agli attuali € 10, principalmente a causa della crisi finanziaria globale.
A causa della grave crisi economico-finanziaria che conivolge il mondo intero, ed in particolare il settore automobilistico, agli inizi del 2009 Marchionne tenta di acquisire attraverso Fiat altri importanti gruppi automobilistici europei e non, tali da rendere il gruppo torinese il secondo al mondo. Tale politica ha subito critiche da parte del vice presidente della Commissione Europea, il tedesco Günter Verheugen, in merito all'alto indebitamento del Gruppo Fiat ed alla impossibilità, a detta di Verheugen, di attuare una così aggressiva politica sul mercato mondiale. Tali critiche sono poi rientrate parzialmente grazie all'intervento del presidente della commissione, José Manuel Durão Barroso.
Nel mese di aprile del 2009 Marchionne effettua lunghe e travagliate trattative legate all'acquisizione di Chrysler con i sindacati ed il governo americani. Al termine delle trattativa viene raggiunto un accordo che prevede l'acquisizione da parte del Lingotto del 20% delle azioni Chrysler, in cambio del know how e delle tecnologie torinesi, facendo nascere così il sesto gruppo automobilistico del mondo. L'annuncio di tale accordo è stato dato dallo stesso presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Dopo un tentativo fallito di alcuni creditori di Chrysler di bloccare, attraverso la Corte Suprema degli Stati Uniti, la trattativa tra i due gruppi, Il 10 giugno 2009 Fiat acquista ufficialmente il 20% di Crysler, diventando holding controllante di tutto il gruppo statunitense. Fiat potrà aumentare la sua quota fino al 35%, inoltre, dopo la restituzione del prestito al governo americano, in base al tipo di accordo stipulato, il Lingotto potrà scegliere di rilevare la maggioranza delle azioni, arrivando così al 51%. Sergio Marchione è stato nominato Amministratore Delegato del gruppo.
Un'altra trattativa importante svolta da Marchionne è stata quella legata all'acquisizione di Opel, azienda automobilistica europea del gruppo General Motors. Dopo lunghe e difficili trattative sembra che la "partita Opel" sia stata vinta dal colosso Magna International, anche se, sia da parte tedesca che italiana, è stato chiarito più volte che la trattativa non è ancora chiusa, facendo intendere come sia ancora possibile un accordo con il gruppo torinese.
Nel corso della sua gestione Marchionne ha stilato una lista di stabilimenti Fiat da chiudere o, comunque, ridimensionare. Tra questi il più conosciuto è, certamente, quello di Termini Imerese, che ad oggi occupa quasi 2.000 dipendenti. A cavallo tra gennaio e febbraio 2010, proprio in merito a questa questione, c'è stato un aspro dibattito tra i vertici della casa automobilistica torinese ed il governo italiano, in merito sia all'opportunità di tenere aperto lo stabilimento siciliano che agli incentivi statali al settore auto. A tutt'oggi la posizione della Fiat non è cambiata, e Termini Imerese sembra destinato alla chiusura.
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