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Biblioteca Storico-Topografica degli Abruzzi

Camillo Minieri-Riccio
Pe' tipi di Vincenzo Priggiobba Napoli, 1862, pagine 470

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   vilegì concessi alla medesima università da1 suoi vari signori in differenti tempi, cioè da Prospero Colonna nel 1507,da Vespasiano Colonna nel 1524, da Luigi Gonzaga nel 1553, da Anna Ca-rafa principessa di Stigliano nel 1638,da Bartolommeo d'Aquino principe di Caramanico nel 1640, da Ferrante Caracciolo duca di Castel di Sangro nel 1644, da Marino Caracciolo prìncipe di S. Buono nel 1675 e da Carmine Niccolò Caracciolo principe di S. Buono nel 1698. Nella 2.* parte poi descrive il fiume Verrino e ragiona delle sue acque e se esse appartengano al principe di S. Buono o alla università di Agnone.
   152. Per il Principe di S. Buono. Con la città d'Agnone. — in fol. di carte 14 s. n.
   L'autore è lo stesso Innocenzo Maria Rossi, il quale pone a questo scritto la data di Napoli li 13 Giugno 1757. Col presente opuscolo il Rossi dimostra appartenersi al principe di S. Buono le acque del fiume Verrino e non già alla Università di Agnone. Perciò descrive il fiume anzidetto, e pubblica vari documenti, fra i quali le capitolazioni stipulate tra la delta università di Agnone ed i suoi feudatari Colonna, Gonzaga, Carafa e Caracciolo.
   153. Ragioni per l'Illustre Principe di Santo Buono contro il Regio Fisco, colle quali s'esclude la pretesa devoluzione della Terra d'Agnone. — In Napoli 1697. Nella nuova stampa di Domenico Antonio Parrino al Cantone di S. Chiara, incontro il Gesù Nuovo. — in fol.
   £ di carte 50 s. n. In piede dell'ultima pagina è scritto a penna il nome dell'autore ; esso è il famoso giureconsulto Gaetano Argento.
   In questo dottissimo scritto si ammira quanto vi é di più erudito in materia feudale per dimostrare insussistente la pretesa devoluzione della città di Agnone intentata dal Regio Fisco a danno del principe di S. Buono.
   Il duca di Castel di Sangro Ferrante Caracciolo nel 1644 comprò da Bartolommeo d'Aquino la città d'Agnone, né curò ottenerne il regio assenso, quindi sopravvenuti i tumulti del regno nel 1647, il detto Ferrante nella qualità di governatore reggendo la piazza di Nola ed ivi combattendo contro i ribelli, fu morto di un colpo di archibugio. Il suo primogenito Marino Caracciolo succedette a' feudi paterni ed essendo a quella epoca della età di soli due anni, ebbe per balio Io Zio Gio. Battista Caracciolo, il quale non prese cura di domandare il dovuto regio assenso ; però fu sollecito a prestare il giuramento di ligio omaggio pel nipote Marino. Per siffatte cose l'avvocato del Fisco dichiara devoluto alla