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Biblioteca Storico-Topografica degli Abruzzi

Camillo Minieri-Riccio
Pe' tipi di Vincenzo Priggiobba Napoli, 1862, pagine 470

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   zia, di Segni, di Sesze, di Sinuessa, di Sora, di Subiaco, di Sue-Cusano Urinate, di Suessa Pomezia, di Solmona ossia Sermoneta, di Tellene, di Terracina, di Tivoli, di Tolerio, di Trapouzio, di Tre Osterie, di Trevi degli Equi, di Trevi de1 Latini, di Tuscolo, di Valeria, di Varia, di Velletri, di Veroli, di Verrugine, di Vescia, di Vitellia e di Ulubra. Indi fa parola de'fiumi Rio di Mosso, Teverone, Capo d'acqua, tiri, Garigliano, Fibreno, Camello, Tolero, Badino e Rapido.
   Il volume primo contiene le seguenti Città appartenenti agli Abruzzi = Alba Fucense dalla pag. 12-22—Carseoli dalla pag. 185-193 —Cerfennia dalla pag. 220-224— Cliterno dalla pag. 233-237 — Cocullo dalla pag. 270-273 ed Equicolo dalla pag. 278-285. Ed il volume secondo Ocricolo dalla pag. 92-95 — Valeria dalla pag. 289-296 — e Varia dalla pag. 296-297.
   Sostiene l'autore che Alba Fucense sia stata fondata da popoli orientali, i quali parlavano il dialetto ebraico ossia caldeo e non mai il greco; e quindi che dalla eminenza sulla quale fu edificata e dalle nevi che coprivano le vette di quel monte, prese il nome la città, ed in fine termina col narrarne le vicende e la distruzione. È di parere che Carseoli fosse pure edificata da popoli di Oriente, e cosi chiamata in loro dialetto dalla forma di un piede, che le fu data ; discorre della sua storia e come venne distrutta da Annibale. A Cerfennia dà simile origine, narra le sue vicende, la sua distruzione e ragiona delle città che sursero dalle sue rovine. Di Cliterno dice che fu distrutta o da'romani nella guerra sociale, o da' longobardi, e che poi fu restaurata, che appartenga alla diocesi de' Marsi e che la sua popolazione in tempo di esso autore era di 894. anime. Di Cuculio trae la etimologia con voci e radici siriache, celtiche e persiane dall' abbondanza degli uccelli detti cocu e cucii iu celtico ed in persiano e citculus in latino, che questa antichissima città nel tempo che egli scrivea era Terra della diocesi di Sulmona di circa 1151 abitanti. — L'altuale Ter-ricciuola di Cicoli di soli 112 abitanti la crede l'antica distrutta città di Equicolo. Ad Otricolo dà similmente origine orientale e da illustre città la dice ridotta ad una piccola Terra in diocesi dei Marsi, la quale a quel tempo contava appena 552 abitanti. —Discorre in fine della antica e famosa città di Valeria e delle sue vicissitudini, della sua potenza e delle sue rovine : sul suo territorio dice edificata la terra di Luco, e sulle proprie rovine quella di S. Benedetto.
   165. Vicino alle rovine d'Alba Facente ne'Marsi.
   Dalla pag. 148-149 della flocco/fa di opwcoli scientifici e filologici fatta dal Calogero—In Venezia appresso Simone Occhi MDCCXXXlX—in 12.