Stai consultando: 'Biblioteca Storico-Topografica degli Abruzzi ', Camillo Minieri-Riccio

   

Pagina (77/570)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (77/570)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Biblioteca Storico-Topografica degli Abruzzi

Camillo Minieri-Riccio
Pe' tipi di Vincenzo Priggiobba Napoli, 1862, pagine 470

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   77
   Tolfa, che comprolla per suo marito Vincenzo Antonio de Bue-chis. 11 nuovo feudatario pretese con violenza impadronirsi dei dritti della Università, ma i suoi cittadini gli si opposero fortemente. Al marchese Vincenzo Antonio successe il figliuolo Vincenzo; costui non polendo ottenere da'sindaci, dagli eletti e dal procuratore della Università che rinunziassero alle liti mossegli contro in sostegno de'dritti della medesima, nel 1628 li chiuse in orrido carcere, nel quale li tenne lunga pezza, né li cacciò se non dietro ordini assoluti del Regio Consiglio Collaterale. Bartolom-meo di Terenzio uno di que' sindaci, appena ricuperata la libertà, si mosse por la capitale affine di assistere personalmente nel Sacro Consiglio per le cause anzidette della Università di Alfede-na conln> il marchese Antonio de Bucchis; ma giunto presso Torricelli Fu morto tìi un colpo di archibugio e di altre ferite da Man-fredino de liuechis fratello del Marchese. Per la qual cosa il Mar-diesi1 Antonio garantito dall' audacia del detto Manfredino e del cavai io re Ascanio suoi fratelli, sempre più opprimeva a disperazione. La cittadinanza un di venne a tumulto e trucidò i due fratelli del Marchese, Manfredino ed Ascanio. Il Marchese Antonio dopo questo avvenimento infierì maggiormente e contro i rei e contro gì' innocenti, ed in tal modo trasse 1' Università ad un accordo mediante un arbitramento, il quale poi fu dalla Università impugnato e non riconosciuto. Mortosi finalmente il marchese Antonio, gli successe l'unica sua figliuola Lucrezia de Bucchis, la quale nel 1651 vendè la Terra di Alfedena a Filippo Caracciolo principe di Villa S. Maria, cui nel 1692 successe il figliuolo Ferrante. Nel 1737 finalmente allo zio Francesco successe donna Maria Eleonora Caracciolo principessa di Villa S. Maria, la quale volendo pretendere come suoi alcuni diritti della Università ed altri non dovutile, si procedé innanzi alla Regia Camera. A sostegno delle ragioni della università di Alfedena fu scritta la presente Memoria.
   168. Memorie del Sannio ec.
   Vedi Aoifoiis al n. 148 e 149.
   169. Per lo Reverendo clero di Alfedena contra alcuni cittadini di Montenegro. In giustificazione del dritto, che ha di esiger le decime prediali. — in fol. di pag.
   L'autore di questo scritto è Salvatori db Espikosa, il quale si firma colla data di Napoli 28 Aprile 1749.
   Con le leggi del regno e con le autorità della storia sacra e degli scrittori di dritto canonico, non che in forza di decretali di
   15 s. n.