94 STORIA
questo particola!* luogo, quasi in tutta l'opera si tiene discorso di A-raiterno.
182. Dialogo dell' origine della città dell'Aquila di Salvatore Massonio ecc. Vedi il num. 246.
183. Difesa della scrittura formata a prò de' Castelli dell' abolito Contado dell' Aquila.—in 4°. Vedi il numero 247.
184. Difesa per la fedelissima città dell' Aquila contro le pretensioni de' Castelli, Terre , e Villaggi, che componeano l'antico Contado Aquilano intorno al peso della buonatenenza. — In Napoli MDCCLII. Nella stamperia di Giovanni di Simone.—in 4W. Vedi il num. 248.
185. Frammento del famoso Calendario Amiternino.
Fu da Angelo Lcosini pubblicato in una larga tavola a stampa ne'suoi Monumenti storici, e propriamente dopo la pag. 310. Questo calendario fu nello scorso secolo pubblicato dal Porporino c dal Muratori sempre mancante e scorretto. Ora il Leosini lo riproduce corretto ed accresciuto di quella parie inedita, che dopo Tanno 1703 fu rinvenuta presso la porta a S. Antonio nella città di Aquila.
186. Iosephi de Rusticis jurisconsullì clarisissimi prò fedelissima atque inclyta Aquilae ci vitate Consilia duo etc. Vedi il num. 262.
187. Lodovico Sabbatini d' Anfora della congregazione de' Pii Operarj, per la grazia di Dio, e della S. Sede Vescovo dell'Aquila, e Regio Consigliero — In Teramo, nella stamperia di Giacomo Antonio Consorti, ed Antonio Felcini in fol. volante. Vedi il num. 276.
188. Ordinaria ad Sancti Blasii Aquilani iam usque ab Amiterni temporibus traducla iurisdictio.—Aquilae, apud Gregorium Gobbum. M. DC. LI. in 4°.
É di pa§. 72 numerate, precedute da 4 carte s. n. che contengono il frontespizio, il permesso per la stampa, la dedica al Senato della città di Aquila ( in queir epoca i componenti del Senato erano Donato Antonio de Rosis, Antonio Alferio, Carlo de Angelinis, e Giuseppe del Giudice), e la lettera dell'autore al clero Pizzolese. Altre due carte s.n. terminano il volume, formandone l'indice. In piede della pag. 791 è impresso in legno lo stemma della città di Amitemo, il quale rappresenta in campo d'argento un leone rampante coronato e con doppia coda.