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Biblioteca Storico-Topografica degli Abruzzi

Camillo Minieri-Riccio
Pe' tipi di Vincenzo Priggiobba Napoli, 1862, pagine 470

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   BIBLIOTECA. DEGLI ABBUZZI
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   descrìvendo una tempesta vulcanica avvenuta nella Puglia in detta epoca, e quindi tratta di varie piante e di diversi insetti, e del nome dei vari vulcani esistiti nel reame di Napoli. — Dalla pag. Ili—120 è stampalo : Descrizione dell' acqua bollente minerale a piè dé monti Gurguri presso al Velino , in lenimento d?Introdoco o sia Interocrea in Apruzzo fatta da D. frjncxsco blasetti culto cittadino di quella celebre regione e mandato a D. Michele Torcia in Napoli nel passato Giugno 1794. Il filasetti adunque descrive due sorgenti di acqua minerale, la prima che nasce dal luogo detto Le-Puzza, poco lungi dalla regia strada che da Introdoco mena al Borghetto villa di Civita Ducale; l'altra che à origine presso la terra d'Introdoco sulla pubblica via, la quale dal convento de' PP. zoccolanti monta al paese detto La Posta. Dopo aver ragionato della etimologia del nome Interocrea, loda i romani che serbarono a quella terra il nome d'Introcrea, e censurai posteri i quali lo corruppero in Introdoco, e più ancora i suoi contemporanei, che la dissero Antrodoco, attribuendole lo stemma rappresentante un antro ed una oca. Della prima sorgente ne descrive il corso, il quale dopo aver servilo alla macerazione del canape in certe fos-sate presso la stessa sorgente , irriga in alcuni tempi l'adiacente territorio e poi attraversando la consolare per un fondo del Capitolo di Antrodoco scaturisce nel Velino. Soggiunge il Blasetti che a nessuno uso medico ora si adoperano quelle acque, le quali dovettero però servire ad uso di bagni, e che ora serbano la virtù di pietrificare con prodigiosa celerità tutti gli oggetti su dei quali scorre — Della seconda acqua poi, che viene volgarmente delta acqua del bagno, la quale similmente va a scaricarsi nel Velino, esamina le qualità e le virtù medicinali;essa è purissima,di odore di zolfo e bollica sempre, nella state a freddo, ed a caldo nel verno.—Dalla pag. 121—151 leggeai—Continuazione delle susseguenti acque in un estratto di lettera di D. Michele Torcia e D. Luigi Giezzi di Macerata. In questa lettera il Torcia descrive brevemente la Valle Interocrea, emenda il passo di Dionigi di Alicarnasso intorno a' monti Ceraunii, che guasto da' copisti, nomina i monti dell'Epiro in vece de'monti Gurguri della vecchia Sabina, i quali in gran parte si appartengono agli Abruzzi. Di' scorre dell'antica città di Culilia,del suo lago e delle sue terme,le quali acque furono causa della morte degl'imperadori Vespasiano e Tito. Tratta in seguito delle acque di Lamato in Calabria Ultra ed in fine parlando di Caronte e della sua barca letea, e dei Cim-mcrii laghi, racconta il costume usavasi nella città di Napoli nella prima domenica di settembre di ciascun anno, allorché si aprivano all'universale le sorgenti delle acque minerali, la sol fu-